Ora la manovra economica, con Tria a tenere a bada i "due monelli" e Mattarella "guardiano"

. Politica

Oltre al fronte migrazione, che sta vedendo il ministro dell'Interno, Matteo Salvini grande protagonista nel suo scontro con l'Europa, per il governo si apre il fronte economico. Che vede più in prima fila l'altro uomo forte del governo, il vice premier Di Maio, che ha anche unito sotto il suo controllo due ministeri, lo Sviluppo ed il Lavoro. La richiesta più rilevante del leader del M5s e' il tanto proclamato reddito di cittadinanza, portato avanti con correttivi avvenuti strada facendo. Ma per i pentastellati appare come l'obiettivo principale, anche per non screditare agli occhi degli elettori. Salvini ha prudentemente evitato ministeri economici ed ha lasciato molte rogne agli alleaaffidando loro pure il controllo delle commissioni parlamentari economiche. Salvo qualche piccola eccezione. Il leader leghista sul terreno economico, punta invece alla flax tax. Ma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria ha già avvertito tutti.  Non  vuole "monellate" che lascino scoperti i conti o che aumentino il debito senza avere le dovute coperture. "Quando si dice quest'anno - spiega -. verrano presi provvedimenti, dal mio punto di vista di ministro dell'Economia dobbiamo vedere quale e' l'effetto di spesa o di maggiori entrate, speriamo, quando quest'effetto si realizzerà".  Prosegue il arginamento: "Non e'che oggi si decide una cosa e' c'e' l'impatto di spesa o di entrata immediata", quindi "e' giusto rivendicare gli obiettivi di governo, ma non e' che c'e' un diretto impatto sui flussi di entrata o di uscita e quindi sui saldi". Insomma calma e gesso. Subito dopo la breve pausa estiva il governo dovrà approvare una manovra da almeno 20 miliardi. Una volta si diceva "pupe, non c'e' una lira…". Alla fine i conti dovranno quadrare. Come? E' questo il vero punto. Anche perché c'e' anche Mattarella a fare da "guardiano" ai conti.

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