Il crollo, il "cigno nero" tutto made in Italy

. Politica

Il ponte Morandi di Genova (dal nome del costruttore; un altro "Morandi" nell'agrigentino e' bloccato da anni, perché a rischio crollo, mentre il 'gemello'  sulla baia di Maracaibo, in Venezuela, e' venuto giù nel 1964, quando una petroliera finì contro un pilone) è collassato per un "errore umano", come dice la procura del capoluogo ligure. Forse si tratta di più errori umani, equamente distribuiti tra tanti colpevoli, ma tutti giocano all'italiana allo scaricabarile. Una cosa è sicura l'evento è sì "assurdo" - come ha detto il capo dello Stato, Mattarella -, ma era nel novero delle cose possibili. "Tutti sapevano" e gli allarmi più volte inascoltati sono stati innumerevoli. Il fatto è che da molti anni a questa parte non si fanno più né le grandi opere, né ancora peggio la necessaria manutenzione. Con una pericolosa tendenza al risparmio da parte di Autostrade. L'Italia è un paese che a un certo punto ha quasi smesso di credere nell'idea di progresso. Anche per i molti veti  imposti dalle associazioni ambientalistiche e da certe parti politiche, grillini in prima fila. Il vero "assurdo" è che i soldi ci sarebbero, visti gli altissimi guadagni di Autostrade e i fondi europei non attivati. Questa volta non è certo colpa dell'Europa, né dello spread e tanto meno dei mercati. Il dramma e la strage - i morti sono saliti a 38 accertati, con una ventina di dispersi - sono tutti purtroppo made in Italy. E questo "cigno nero", ovvero un evento imprevedibile, ma pur sempre possibile, non è frutto solo del caso. Determinante chi ha impedito fin dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri con i cinquestelle, la realizzazione della "Gronda", la nuova bretella autostradale che avrebbe alleggerito e di molto il vecchio ponte, inaugurato nel 1967, trionfalmente - anche se sotto la pioggia - dall'allora presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat. Da quegli anni non si costruisce più e ormai l'Italia è vecchia. Altri 300 ponti sono a rischio. E come si è visto non solo ieri, il "cigno neo" è sempre in agguato.

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