Governo emotivo, impulsivo e diviso. Chiacchiere da bar e scricchiolio istituzionale

. Politica

Un allarmante scricchiolio istituzionale. Emotivo ed impulsivo, oltre che diviso, il governo nell'affrontare l'emergenza, quando si fa tragedia. I cittadini si sarebbero aspettati una risposta meditata, concordata e scevra da ogni condizionamento interno ed esterno. Non qualcosa per compiacere un'opinione pubblica disorientata e sbigottita, ma una risposta improntata  all'autorevolezza che necessita in momenti difficili. Invece, tante chiacchiere da bar o da gente che da sotto l'ombrellone commenta la strage di Genova. "Sai, a quel farabutto di Benetton che se la gode sul suo yacht, va tolta subito la concessione"; "Ma che dici, poi bisogna pagare pure una penale da 20 miliardi. Quasi una finanziaria e chi la paga? Alla fine noi"; "No, meglio convincere i Benetton a risarcire, e bene, le famiglie delle vittime, magari con 500 milioni a testa, e obbligarli a rifare in fretta il ponte"; "E poi c'è una questione di Stato di diritto, mica siamo ancora una dittatura. Ci sarà un giudizio della magistratura per accertare responsabilità e stabilire eventuali penali"; "Eh sì e così Benetton se la cava, magari per avere dato i soldi al Pd di Renzi e anche alla Lega!"; "Ma no, e poi quelli erano trasparenti finanziamenti elettorali"; "Lo sai che anche quel perbenino del premier Conte ha preso i soldi, era consulente di società della holding Atlantia". Questi e tanti altri i commenti degli italiani, che loro sì possono parlare a ruota libera. Del resto chi non ha commentato la tragedia di Genova, a casa o con qualche amico? Il fatto però è che il governo sembra fare più o meno lo stesso, in questo veramente populista o meglio popolano. Cosa ancora più delicata il fatto che sia diviso come sempre sulla linea da adottare. Di Maio e Salvini ognuno a dire la sua, senza prima sentirsi e magari dopo affermare di essere d'accordo. E allora, non sarebbe stato meglio riunire più che il governo, chi governa il governo? Vale a dire un incontro a tre tra Di Maio, Salvini e il loro rappresentante legale Conte per fissare un risposta ponderata al dramma, che comprenda anche la questione degli sfollati? Invece, Di Maio e Salvini sono saliti sulle barricate, ognuno a dire la sua, con una linea ancora incerta. Tanto che in borsa il titolo Atlantia vola giù e su a seconda delle previsioni degli investitori sulla revoca o meno della concessione. Di Maio e' inflessibile ("dovranno passare sul mio cadavere")  e vuole toglierla, senza neanche pagare la penale. Dall'altro Salvini che si appella al "buon cuore" dei Benetton per aprire una trattativa. Come andrà a finire? Per ora si ha una desolante sensazione di istituzioni che non agiscono all'altezza di quello che dovrebbe rimanere il loro ruolo, qualunque parte politica le rappresenti. Ruolo, invece, mantenuto con grande coraggio e determinazione da tutte le forze che sono intervenute per l'emergenza: Protezione civile, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, personale medico e paramedico. Quest'ultima è l'Italia, l'Italia che sa mostrare una efficienza senza uguali nel resto di Europa e nel mondo.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi