Genova, e Conte inizia la procedura contro Autostrade

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Linea dura del premier, Giuseppe Conte, contro Autostrade ma anche contro le privatizzazioni dopo il tragico crollo di Genova: "Oggi il governo - informa il premier con un post su Facebook - tramite la competente direzione del ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a Autostrade per l’Italia la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione". Conte precisa: "Il governo contesta al concessionario, che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'autostrada A10, la grave sciagura. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile. Si è diffusa la notizia che Autostrade sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia. La ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo". Il presidente del Consiglio annuncia poi l'adozione di "nuove iniziative, ben più rigorose di quelle pensate dai governi precedenti: A) Configurare una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. B) Potenzieremo il servizio ispettivo istituito presso il ministero delle Infrastrutture. C) A partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture, costringendoli a consegnarci un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione". Duro, quasi ideologicamente contrario, sulle privatizzazioni, un processo - spiega Conte - "avviato molti anni fa, secondo una logica che ha favorito la gestione finanziaria delle stesse e ha oscurato la logica industriale che invece dovrebbe caratterizzarle. Ci ritroviamo con rapporti di concessione e contratti di servizio che contengono condizioni e clausole molto sbilanciate a favore dei concessionari. Questo governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni sulla base di nuovi princìpi e di più soddisfacenti equilibri giuridico-economici. I cittadini sono disposti ad affidare" le infrastrutture "solo a patto che il lucro che ne viene ricavato sia ampiamente compensato dalle garanzie di una assoluta tutela e sicurezza delle vite degli utenti e di una gestione realmente efficiente del servizio".

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