Funerali "inquinati". Ricerca consenso più di cordoglio? Fischi al Pd guidati?

. Politica

Una cerimonia particolarmente toccante quella svoltasi a Genova ai funerali di Stato per 19 delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi. Commozione sincera, lacrime ed applausi ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine ed al presidente della Repubblica. Ovvero per chi davvero rappresenta le istituzioni per la gente comune, soprattutto se travolta da una tragedia. Ci sono stati applausi anche per il governo, che però al di là delle buone intenzioni, appare avere cercato di appropriasi del consenso in un momento di particolare emotività, andando per così dire incontro a quelle che sono le richieste della piazza, che vuole subito i colpevoli per linciarli, senza aspettare la giustizia... Ed e' quello che hanno detto i Cinque stelle e poi anche la Lega, dopo un primo momento di riflessione. Quello però che ha attirato la sensibilità dei più attenti, sono stati certi comportamenti, prima e durante i funerali. Con colpe politiche da addossare ad altri, nell'eterno e nefando scaricabarile italico e con la ricerca esasperata dell'approvazione al proprio operato. Una sorta di "Grande fratello" vip. Con il nuovo che avanza e con il governo del cambiamento che provvede e rassicura su tutte le malefatte del passato senza accollarsi responsabilità alcuna. Certo la tattica appare buona, perché ora ogni disgrazia, ogni negligenza potrà essere attribuita al cattivo passato. Altro che cordoglio: il nuovo governo appare in primo luogo attento al consenso, con un cronometro che misura applausi e fischi e con qualche selfie di troppo, vista l'occasione non certo  festaiola. Lo sceneggiatore, tal Rocco Casalino, un ragazzo già concorrente del Grande Fratello e ora diventato uomo immagine e comunicazione per il M5S. Per tutte le esequie questo giovin signore, e' stato impegnato a inviare messaggi ai giornalisti - quelli veri - detestati o utilizzati a giorni alterni, cercando di indirizzare sguardi e orecchie a proprio vantaggio, soprattutto con i fischi nei confronti degli rappresentanti del Pd. Questi ultimi si saranno comunque sentiti pervasi da un profondo disagio, mentre erano lì a portare la loro vicinanza ai parenti delle vittime. Che i fischi, peraltro contenuti, siano stati organizzati non c'è prova, ma come diceva Andreotti: "a pensare male qualche volta ci si azzecca".

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