Italia sull'orlo del baratro? Governo sotto tutela. Mattarella commissaria i conti e bacchetta M5S sull'informazione

. Politica

L'Italia sull'orlo del baratro? In molti a livello europeo ne sono convinti. E i segnali arrivano da più fronti. Il debito pubblico continua a salire, Il rapporto Ocse sulla produttività e' addirittura spietato. L'Italia e' l'unica che resta al palo. Gli indicatori sono impietosi, la nostra crescita e' ferma al 2001. Anche sul versante degli immobili, che era uno dei pezzi forti del bel paese, le cose vanno sempre peggio. Gli stranieri sono in fuga. I capitali esteri sono precipati, erano il 70%, ora solo il 40%., Non siamo piu' un porto sicuro. Si preferiscono Germania e Francia. Anche per la paura di nuove tasse e magari di una patrimoniale. Quello di Draghi alla luce di tutto questo andrebbe visto anche dal governo non come un atto ostile ma piuttosto come un avvertimento, quasi affettuoso, da uno che ben conosce tutti i meandri della finanza internazionale ed anche le intenzioni future della comunità economica che conta. Quello che Draghi suggerisce e' di passare dall'estenuante "annuncite" ai fatti. Una manovra economica al di sopra delle nostre possibilità, per il presidente della Bce, sarebbe la spinta giù dal precipizio per l'Italia. Un declassamento delle agenzie di rating, tanto contestate da Di Maio, impedirebbe alla Banca centrale europea di aiutarci anche se lo volesse, Inutile dirlo sarebbe l'inizio del fallimento. E c'e' chi avanza il sospetto che dietro certi atteggiamenti antieuropei si agitino sia Trump che Putin. Non per aiutare l'Italia o qualcun altro, ma per avvantaggiarsene  commercialmente.  Palazzo Chigi e' in allarme. Sempre più stringenti sono le pressioni di vario tipo per non deragliare con Mattarella che di fatto sta progressivamente mettendo sotto tutela il governo. Tramite Tria, che sembra essere diventato il vero premier. Appare chiaro che se dovesse saltare od anche dimettersi, con ogni probabilità, sarebbe anche la fine del governo. Mattarela e' passato da una fase di attesa ad una d'attacco. Non passa giorno che non bacchetti Salvini o Di Maio od entrambi. Dopo l'intervento a favore della magistratura impegnata nella polemica con il leader legista, il capo dello Stato e' intervenuto in difesa della libera informazione. "L'incondizionata libertà di stampa costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalino". Il richiamo di Mattarella arriva in concomitanza con l'illustrazione della proposta del M5S sull'editoria. Che prevede tagli ai fondi pubblici e tetti alla partecipazione nelle imprese industriali da parte di chi non ha come attività centrale l'editoria. Oltre ad una revisione con previsti tetti massimi per la pubblicità in Tv.

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