Di Maio sempre all'assalto di Tria, ma con toni sfumati. Conte lo rassicura

. Politica

Aveva detto "Un ministro serio, i soldi li trova", "pretendo che trovi i soldi per gli italiani". Ma Tria può davvero fare miracoli, come la moltiplicazione degli euro?  Una sorta di diktat quello di Di Maio al ministro dell'Economia, che ha reagito molto compostamente: "Il dibattito politico non mi interessa". Quindi, si pone in una sfera superiore alle singole beghe, con l'appoggio del Quirinale, dell'Europa e dei poteri che contano. Pretendere di trovare i soldi può apparire irrituale o perfino patetico, certamente non in linea con le responsabilità di chi governa. Forse la sua uscita va letta e inquadrata nell'agitato mare grillino, dove sta montando un'onda crescente contro una presunta subalternità a Salvini e contro quelli che vengono considerati dei tecnicismi artificiosi per bloccare le richieste del movimento. Insomma, il nervosismo di Di Maio sarebbe dettato dal timore di essere messo in discussioni come leader dai suoi, soprattutto ora che si è riaffacciato Di Battista. Il giorno dopo Di Maio conferma: "Facciamo un po' di debito per abbassare le tasse", ma smorza i toni da crociata nei confronti di Tria. Dalla Cina dove si trova per una missione economica, Di Maio  tiene alta la guardia sulla manovra in gestazione. "Non e' un attacco al ministro - precisa - solo che un governo serio che ha fatto delle promesse le risorse le trova".  E il premier Conte, che la pensa esattamente come il "poliziotto cattivo" Tria, recita il gioco delle parti e fa il "poliziotto buono": "La riforma del reddito di cittadinanza sarà inserita nella manovra economica, e avrà un impatto significativo sul piano sociale, in modo da alleviare la condizione di chi vive in povertà assoluta".  

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