Manovra: è scontro Roma-Bruxelles. Juncker evoca il rischio di un'altra Grecia

. Politica

Alta, altissima tensione tra Bruxelles e il governo gialloverde sulla manovra italiana 2019 che il ministro Tria ha cercato di spiegare in giornata ai partner europei per placare il nervosismo dei mercati. Dopo le dichiarazioni di Moscovici che hanno fatto impennare lo spread arrivato a toccare quota 282 e la replica del vice-premier Di Maio che ha accusato il commissario agli affari economici di fare del 'terrorismo', in serata ci si è messo il presidente della Commissione di Bruxelles Jean-Claude Juncker che ha evocato il rischio di una fine dell'euro se l'Unione non sarà "molto rigida" con l'Italia. Non solo, ma Juncker ha ipotizzato anche lo scenario drammatico di una crisi come quella greca. "Basta insulti" gli ha risposto Salvini che ha aggiunto "Nessuno si beve le minacce di Juncker che ora associa l'Italia alla Grecia. L'Italia è un pese sovrano". "Se l'Italia vuole un trattamento particolare supplementare questo vorrebbe dire la fine dell'euro, bisogna essere molto rigidi. Non vorrei - aveva detto Juncker - che dopo aver superato la crisi greca, ricadessimo nella stessa crisi con l'Italia. Una sola crisi del genere è sufficiente". Pronta la replica del ministro Tria: "Non ci sarà nessuna fine dell'euro. Io non ho parlato con Juncker, ho parlato con Moscovici e Dombrovskis, sarà un'idea di Juncker"

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