Mattarella e il decreto Salvini, via libera ma il diritto d'asilo non si tocca

. Politica

La firma di Mattarella sul 'decreto Salvini' alla fine c'è stata ma accompagnata da una lettera al premier Conte in cui si ricorda al governo, in sintesi, che il diritto d'asilo per migranti o profughi non si tocca perché la Carta all'art. 10 parla chiaro: lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. Una lettera che fa luce sui dubbi del capo dello stato in merito al decreto legge in materia di sicurezza e immigrazione, dubbi e rischi di incostituzionalità che hanno portato ieri Mattarella a chiamare Salvini al Quirinale per ridiscutere e  "rifinire" il testo. Nella lettera a Conte il presidente della Repubblica sottolinea che, nella materia trattata dal dl, come affermato nella Relazione di accompagnamento al decreto, "restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello stato pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall'art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall'Italia". E Salvini su Facebook ha commentato così: "Finalmente dopo tante polemiche e tanti che dicevano Mattarella non firmerà, oggi il presidente ha firmato il decreto migranti e sicurezza". "Ho detto al presidente che rispettiamo la Costituzione ma non vogliamo passare per fessi". "Figurarsi – ha detto ancora Salvini – io li voglio rispettare tutti gli articoli della Costituzione  italiana. Quindi per me la Costituzione vale dal primo all'ultimo articolo. Prima gli italiani significa che mio dovere è rispondere dello stipendio che voi mi pagate garantendo il diritto alla sicurezza, al lavoro, alla vita, alla pensione, alla salute dei cittadini italiani".

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