Cattolici, parte la rete di chi punta sul sociale contro il sovranismo

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Il mondo cattolico torna in movimento, nel tentativo di frenare il proprio smottamento verso la destra e verso i 5Stelle. L'intento è quello di superare lo smarrimento di quanti non sembrano più ricevere nella vita quotidiana risposte alle proprie ansie e trovano nelle pulsioni sovraniste e populiste, quella che sembra essere la difesa di ciò che è andato perduto, ma anche di quanto potrebbe essere ancora perso. La sinistra è vista oggi però come establishment, come casta; di qui l’ipotesi di partire dal basso, con una azione politica priva di ambizioni personali e ricca di solidarietà, competenze, semplicità. All'Auditorium del Seraphicum a Roma si è presentato ufficialmente Demos, Democrazia Solidale, il nuovo soggetto promosso dall'ex viceministro degli Esteri, Mario Giro, e dal consigliere regionale del Lazio, Paolo Ciani, entrambi esponenti della Comunità di Sant'Egidio. "Ci diamo un anno di tempo. Non c’è, per il momento, l’intenzione - spiega Giro - di presentare una lista autonoma alle europee, ma di partire dal basso con le elezioni amministrative". A tenerlo a battesimo l'iniziativa il fondatore di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, e l'ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Un siparietto - segnale della problematicità del momento - è andato in scena quando l'ex premier ha domandato: "E' possibile costruire uno spazio democratico?", dalla platea qualcuno ha gridato: "Non con Renzi" e poi dal pubblico si è levato un altro grido: "Viva Riace". C'è poi chi non si rassegna all'idea che proprio l'Italia, protagonista da sempre del progetto europeo, sia considerata l'epicentro del rischio implosione per l'Ue. Alla convention del Partito democratico europeo, promosso dall'ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, è toccato ancora una volta a Gentiloni fare il punto: "'Da Macron a Tsipras' – ha sottolineato - mi pare una buona formula per la coalizione europeista liberaldemocratica. Dovremo dire: 'Caro elettore, che vuoi fare? Restare in Europa o uscirne, tornando all’Italietta?'. Può piacere o no, ma sarà una scelta 'montanelliana'", alla "turatevi il naso". Intanto, da Susa guarda al futuro la Rete Bianca, il movimento sorto per favorire la ricomposizione dell'area cattolico democratica, promosso da Giorgio Merlo; mentre in Sicilia la "Leopolda del Sud" di Davide Faraone ha visto i contributi anche di Gianfranco Miccichè e Pierferdinando Casini. Il tutto senza dimenticare l'attivismo del sindaco di Parma, l’ex 5Stelle, Federico Pizzarotti, che con la sua "Italia in Comune" vuole ricucire il tessuto logoro partendo dagli amministratori locali.

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