Di Maio attacca ancora i 'nemici' del governo: i giornali e Bruxelles. E Grillo approva

. Politica

Luigi Di Maio va ancora all'attacco dei media e dell'Unione europea, additati come 'nemici' e accusati di voler far cadere il governo gialloverde "il prima possible". "Ma non ci riusciranno, anzi più fanno così più ci compattano. E per quanto riguarda i giornali ora non facciano le vittime..." ha detto il capo politico dei Cinquestelle nonché vicepremier e ministro del Lavoro, che ha ribadito le accuse di ieri quando se l'era presa - con un feroce sorriso sulle labbra, hanno notato in molti - con l'Espresso, settimanale in difficoltà - e in generale con il gruppo Gedi (che edita Repubblica, Stampa e altri quotidiani). Secondo il vice-premier i problemi di questi media sarebbero causati dalla loro 'specializzazione' in fake news a danno del Movimento e del governo. Un attacco alla libertà di stampa e di critica che ha provocato la reazione indignata non solo dei giornali del gruppo Gedi, ma anche di altri quotidiani, dal Corriere al Messaggero (anche il cdr del Fatto ha usato parole dure contro il vice-premier), dell'Ordine dei giornalisti e della Federazione della stampa e delle forze politiche di opposizione, dal Pd a Forza Italia. Ma quanto accaduto nelle ultime ore non è una novità: è storia che il rapporto tra grillini e stampa, salvo poche eccezioni, non è mai stato idilliaco, anzi l'esatto contrario, ma adesso, con gli attacchi di Di Maio che si è compiaciuto per un giornale che rischia di affondare, sembra aver raggiunto livelli mai toccati. E che la situazione sia deteriorata è stato confermato da Beppe Grillo che intercettato a Roma ha detto: "Non c'è un rapporto. Quando ci sarà un rapporto normale con la stampa risponderemo". Da Di Maio quindi nessuna marcia indietro, salvo l'ammissione - e meno male - che un ministro certo non può far chiudere un giornale. "Nei media - ha detto stasera - c'è un conflitto di interesse pazzesco: da una parte c'è Berlusconi, dall'altra De Benedetti (Gedi, ndr). Io non ho neanche il potere di negare il diritto di critica: quindi adesso non si mettano a fare le vittime alcuni giornali dopo che mi hanno riempito e impallinato con fake news per sei anni. Abbiano almeno la decenza di sapere che il Ministro dello Sviluppo economico non ha nessun potere per chiudere un giornale e meno male".

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