Zingaretti vuole rottamare l'irrottamabile, Renzi. Verso sfida con Minniti

. Politica

Il Pd verso le primarie. Nicola Zingartti vorrebbe rottamare l'irrottamabile, tale Matteo Renzi. Uomo del quale la politica difficilmente riuscirà a sbarazzarsi. Perché è giovane e con idee. Aveva anche provato a riformare l'Italia, veramente. Così come ci aveva provato Berlusconi. Ma chissà perché gli italiani hanno bocciato per due volte le riforme che avrebbero cambiato il paese. Come buttare il bambino con l'acqua sporca. Una volta fu "colpa" di Prodi che odiava Berlusconi e non gli poteva certo lasciare la parte di modernizzatore del sistema; la seconda volta la "colpa" fu di Berlusconi, che considerò bruciato il patto del Nazareno dallo stesso Renzi. Ora Zingaretti non vuole più nemmeno sentire parlare di Renzi e neppure del renzismo ( e non diciamo mica fascismo…). "Deve essere chiaro. Non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro verso strade già battute e che hanno fallito. Non vogliamo più neanche continuare sulla stessa strada che ci ha portato a fallire. Vogliamo cambiare strada". Le parole del governatore del Lazio, che ha l'appoggio di Gentiloni - che dopo essere stato messo a palazzo Chigi da Renzi ora lo detesta - e di Franceschini, il più voltagabbana di tutti nel Pd. Prima vicino a D'Alema, poi a tanti altri per approdare al grande amore con Letta. E proprio mentre quest'ultimo usciva malconcio da palazzo Chigi, dopo la penosa storia dello scambio del campanello con Renzi, fu il primo ad abbracciare il vittorioso Matteo nel cortile del palazzo della presidenza. Presenti alla convention di Zingaretti a Roma anche Pinotti, Poletti e Zanda. Pure l'attuale segretario Martina è con lui. A sfidarlo probabilmente ci sarà Marco Minniti. Dalla platea che sostiene il governatore del Lazio giunge una  unica voce: "Nessuno con Marco". Anche qualche piccola sceneggiata. Gli aspiranti 'archiviatori' del renzismo sono in attesa delle mosse degli archiviandi. Minniti viene dato ormai sul punto di sciogliere definitivamente la riserva. "Ci saremmo aspettati una messe di prese di posizione pro Minniti dopo l'annuncio dei 13 sindaci, e invece niente", fanno trapelare i fedelissimi di Zingaretti. Gli altri non si fanno spaventare: "Se prima non c'è l'annuncio ufficiale, mica possiamo aderire. A che?".

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