Condono in giallo, la 'bomba' di Di Maio sul "testo manipolato" e la nota del Colle

. Politica

Clamorosa denuncia in tv del vice-premier Luigi Di Maio: ospite di Porta a Porta il capo politico dei Cinquestelle ha detto che al Quirinale è arrivato "un testo manipolato" riferendosi al decreto sulla pace fiscale varato 48 ore fa dal Consiglio dei ministri insieme alla legge di bilancio. Per questo - ha aggiunto Di Maio - "domani presenterò una denuncia alla Procura della Repubblica". Una 'bomba' in gergo politico e giornalistico, che si è però subito tinta di giallo per una nota del Quirinale che, riferendosi alle parole del vice-premier, precisava come quel testo non fosse ancora pervenuto alla presidenza della Repubblica. Ma a cosa si riferiva Di Maio, a quale 'manina' faceva riferimento? Alla Lega? A Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio? "No, perchè degli alleati mi fido. Non ho ragione di dubitare della Lega perché ci siamo stretti la mano" ha risposto il vice-premier grillino ad una domanda di Vespa Allora ad una 'manina' tecnica che avrebbe aggiunto al testo appena uscito dal Cdm una parte sul condono fiscale "non concordata"? Ancora non è dato sapere a chi pensi il vice-premier e ministro (si sa invece che tra pentastellati e alcuni alti dirigenti del ministero dell'Economia non corre buon sangue...). "All'articolo 9 del decreto fiscale - ha detto Di Maio - c'è una parte che non avevamo concordato nel Consiglio dei ministri. Una sorta di scudo fiscale per i capitali all'estero e una non punibilità per chi evade. Noi in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così, questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi". Poi ha precisato: "Non so se è stata una manina politica o una manina tecnica in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perchè non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato". "Questo - ha spiegato - è un condono-scudo fiscale come quello che faceva Renzi, io questo non lo faccio votare". Poi ha indirizzato meglio il tiro: "Tengo ad escludere responsabilità politiche, perché mi fido delle persone con cui siamo al governo", ma "in questo governo stanno avvenendo tante cose strane, tanti giochini: ciò che metteremo in campo dopo la denuncia alla Procura ci farà capire delle cose". Sospetta di Giorgetti? "Non mi permetterei mai" ha risposto in conclusione."Questo è il governo col più alto numero di nemici, ma non mi sorprende. Hanno già provato a farci giochetti con il decreto Dignità". A stretto giro la precisazione del Quirinale commentata da Di Maio così: "Meglio, allora basterà lo stralcio". Matteo Renzi, vero leader dell'opposizione al governo gialloverde, non ha dubbi: "Di Maio è un uomo disperato. Vota a sua insaputa un condono, poi grida allo scandalo. Non capisce il senso dei testi che vota. Dopo questa giornata imbarazzante la domanda è semplice: ma Di Maio sa almeno leggere ciò che firma?". Gli fa eco il segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina: "Approvano un condono tombale per gli evasori. E ora cercano manine e nemici. Imbroglioni! Un grande paese come l’Italia non merita tutto questo. Sono ladri di futuro".

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Commenti

+1 # Silvia 2018-10-17 22:48
Rido per non piangere, la vergogna è tantissima!.

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