Crolla tutto? No, Di Maio e Salvini vogliono arrivare a primavera

. Politica

Crolla tutto? Molti dati - spread e borse, opposizioni all'attacco, Europa infuriata, Quirinale scettico - potrebbero fare pensare a un imminente crisi. Con la maggioranza che alla prima prova della verità si scioglie come la neve al sole. La lite sul condono è quasi il simbolo della distanza tra Lega e Cinque stelle, e misura il distacco culturale e politico tra le due forze che hanno dato vita all'esecutivo gialloverde. La pulsione del M5s - ha scritto Antonio Polito sul Corriere della Sera - è quella del "rancore" sociale verso la casta e l'elite, ma anche verso chi guadagna di più o ha pensioni più alte; la pulsione leghista invece è quella del bisogno collettivo di maggiore sicurezza, ma anche di meno tasse per tutti. Se c'è chi guadagna di più, c'è anche chi può dare ricchezza, spendendo. Chi ad esempio ha una barca, dà lavoro a tante persone: dal meccanico all'ormeggio, al personale di bordo. Il punto è che la distanza tra le due forze che hanno sottoscritto il contratto di governo, si sta allargano ed è diventata una faglia. E le faglie difficilmente si richiudono, però si possono almeno momentaneamente aggirare per non cadervi dentro. Ed è quanto intendono fare sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio, anche se c'è chi ha ironizzato sulla "retromarcia su Roma" dei cinquestelle. Entrambi vorrebbero arrivare al voto europeo di primavera, che con il passare del tempo sta assumendo sempre di più una valenza anche di politica interna. Con Pd e FI che paiono addirittura terrorizzati dall'appuntamento. Salvini non vuole la crisi, perché è convinto che ci sia già chi sta tramando nel M5s d'accordo con il Quirinale. In testa a tutti Roberto Fico, presiedente della Camera, che potrebbe guidare un nuovo governo Pd-M5s, escludendo così le elezioni anticipate. Unica soluzione quest'ultima, al contrario, secondo il leader della Lega in caso di crisi. Di Maio, invece, gioca la sua battaglia, ben sapendo che questa è la sua occasione e che se la palla passerà ad altri e ad altre formule di governo, per lui ci sarà molto presto - ben prima di quel che prevede la Fornero riformata - la pensione anticipata dalla politica.

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