Lega e M5s "separati in casa" in attesa di comunicarlo alle famiglie dopo le europee? Intanto il 59% approva la manovra

. Politica

C'è la pace annunciata tra Matteo Salvini e Giggino Di Maio. Ma in molti pensano che sia solo una parentesi, prima di nuovi bisticci. Le occasioni potrebbero essere molteplici: dalla sicurezza alla legittima difesa, al reddito di cittadinanza ancora da definire nei dettagli. Poi la manovra è piena di insidie e di ostacoli, con le opposizioni in agguato in Parlamento, con il Quirinale che vigila e con la pressione dell'Europa. Le due maggiori forze di governo per citare una battuta dal copyright leghista (come scrive Francesco Verderami sul Corriere) "vivono da separati in casa , in attesa di comunicarlo ai familiari a giugno, dopo le europee". All'ultimo Consiglio dei ministri, certo, Di  Maio e Salvini non potevano rompere. Il capo dei grillini aveva la testa al palco della festa del partito e a fronteggiare Fico e soprattutto Di Battista, che ha annunciato il suo ritorno in Italia. Di Maio avrebbe preferito che il suo collega avesse protratto le vacanze in Sud America. Salvini, invece, pensa al voto in Trentino e a mantenere la politica dei due forni, in attesa di sviluppi. Però c'è anche il lunedì, quando riaprono le borse e i mercati ricomincieranno a danzare. C'è comunque una differenza sostanziale, seppur poco avvertita dai grandi commentatori. E' vero, gli analisti e le agenzie di rating fanno il loro lavoro e i numeri sono numeri, inesorabili. Però esiste una grande differenza tra economia reale e finanza, poco messa in risalto. L'economia reale è quella di tutti i giorni, dell'attività delle imprese, del lavoro, dei conti di casa. La finanza, pur necessaria nel sistema, è un'altra cosa. Chi ci entra vuole sempre guadagnare di più e, quando si vuole guadagnare di più, si rischia. A voler guadagnare molto non sono solo i grandi squali, ma anche piccole realtà, che puntano molto sulla discesa o aumento della borsa a brevissimo. Speculazioni, che possono andare oppure no. Quando la borsa perde, si dice "bruciati in un giorno tot miliardi", e la stessa cosa vale con lo spread. Ma quando la borsa sale, o lo spread diminuisce, non si dice "guadagnati tot miliardi". Quindi per quello che fa un governo, qualunque esso sia, non si deve guardare al giorno per giorno, ma al medio e lungo periodo. Per dare una valutazione effettiva bisogna aspettare qualche mese e vedere i termini di partenza e quelli di arrivo. C'è chi parla di crescita "dopata", per aver deciso una manovra in deficit, e a essere "drogata" sarebbe la previsione di crescita del Pil dell'1,5%. Alla fine saranno i fatti a parlare. Intanto, c'è il sì degli italiani alla manovra, nonostante l'Europa e le agenzie di rating, con ben il 59% dei consensi tra gli intervistati da Pagnoncelli sul Corriere della sera. Il taglio alle pensioni d'oro è la misura più apprezzata, e qui sembra prevale quel rancore sociale di cui parlano i commentatori. Mentre viene bocciato il reddito di cittadinanza, forse per la stessa ragione.

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