Voto in Trentino Alto Adige, boom Lega. Exploit a Bolzano per fuoruscito M5s

. Politica

Boom della Lega nelle elezioni in Trentino (27,1%) e in Alto Adige (11,1%), delude il M5s mentre è un vero e proprio exploit per il 'Pizzarotti' altoatesino, l'ex grillino Paul Koellensperger, alla guida di una formazione che porta il suo nome. Matteo Salvini, protagonista di una intensa campagna elettorale nelle due province autonome, può così twittare: "Lega prima a Bolzano e prima in tutto il Trentino. Alla faccia di presunti intellettuali, trasmissioni faziose, professoroni e giornalistoni. Per la prima volta nella storia in Trentino e in Alto Adige, il Pd e la sinistra fanno le valigie e se ne vanno a casa". Eh sì, per i dem giornata amara: in Alto Adige si fermano al 3,8% e in Trentino sono al 13,9%, in netto calo anche rispetto alle ultime politiche. Nella provincia autonoma di Trento il candidato del Carroccio, il sottosegretario alla Salute Maurizio Fugatti, surclassa con il 46,7% dei consensi l'ex senatore del Pd Giorgio Tonini, fermo al 25,4%. In Alto Adige si conferma al primo posto, però in discesa, il partito di raccolta di lingua tedesca la Südtiroler Volkspartei (SVP). Ma la vera sorpresa è il Team Koellensperger, lista fondata soltanto pochi mesi fa dal 48enne consigliere uscito dal M5s e che adesso  è la seconda forza in consiglio provinciale con il 15,2% dei consensi: "Siamo la nuova Volkspartei", afferma un sorridente Paul Koellensperger. Nelle preferenze per il Südtiroler Landtag seguono i Verdi (6,8%); Freiheitlichen, indipendentisti di destra (6,2%); Sued Tiroler Freiheit, gli indipendentisti di Eva Klotz (5,9%) e M5S (2,3%). Resta fuori dal 'parlamentino' locale Forza Italia che raccoglie soltanto l'1%. In Trentino Fugatti, sostenuto da altre otto liste di centrodestra (FI si ferma 2,8%), raggiunge un risultato storico, spostando a destra l'asse politico locale, e con il suo successo il Carroccio fa l'en plein nel Nord-est, dove già governa in Veneto con Luca Zaia e in Friuli Venezia-Giulia con Massimiliano Fedriga. Bocciato il presidente uscente Ugo Rossi, presentatosi da solo con la formazione autonomista del Patt, che nel 2013 assieme centrosinistra era arrivato al 58%. In picchiata i Cinque Stelle al 7,2%, alle politiche del 4 marzo erano intorno al 20%.

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