Salvini-Di Maio, litigano anche sul Cav ma hanno paura del "Giudizio universale" della Ue

. Politica

Continuano a litigare su tutto, ma in comune hanno una "paura" crescente, quella del "Giudizio universale" della Ue. Una procedura di infrazione correrebbe il rischio di travolgere il governo giallo-verde, già lacerato da mille polemiche. Ed anche un possibile intervento della Bce di Draghi, questa volta non sarenne un bazooka ma solo un intervento per arrestare una valanga che travolga tragicamente l'Italia. In modo da dare al nostro paese la possibilità di rimediare agli errori. Insomma un Quantitative easing mirato per comprare titoli italiani. Nel governo ora cominciano a capire anche quelli che avevano sottovalutato lo scontro con l'Europa a partire dal ministro Savona. Ha pure scritto al Sole 24 ore, per sollecitare l'avvio di un dialogo con l'Europa. E se prima leghisti e M5s in Consiglio dei ministri, ad eccezione dell'avveduto Giorgetti, procedevano al grido "Avanti Savoia…", ora si stanno rendendo conto delle ragioni di Tria e dello stesso premier Conte. Savona era convinto che si poteva forzare, perché la prossimità delle elezioni con una prospettiva dell'avanzata dei populisti toglievano forza alle istituzioni europee (tra l'altro gli ultimi sondaggi danno si' un'avanzata dei sovranisti con pero' una solida maggioranza ancora agli attuali inquilini di Bruxelles), Tria  sosteneva l'opposto, cioè che proprio una incertezza sul futuro rendeva più rigida la Ue. A pochi giorni dal "Giudizio universale" i timori aumentano. Di Maio in un'intervista al Corriere auspica una ripresa del dialogo. L'apertura riguarda le clausole sul deficit ed anche maggiori tagli. Messaggio ampiamente condiviso da Salvini, che ancora prima di Di Maio aveva convenuto sulle ragioni di Tria e sulla sua politica dei "piccoli passi". Sul resto del fronte continuano le liti, come se fossero impegnati in una eterna campagna elettorale. Sugli inceneritori verra' trovato un accordo ma quello che non va giù a Di Maio e' che il suo collega si impicci troppo delle questioni del Sud, terra di conquista per i grillini.  L'ultimo sospetto e' sull'ombra di Berlusconi che continua a pesare sulla coalizione come un convitato di pietra."Finche' Salvini non chiede nulla per Berlusconi le cose vanno bene", dice di D Maio.  A breve giro la replica: "Non ho nulla da chiedere per Berlusconi". Ma intanto il leader del Carroccio continua a porotare avanti la politica dei due forni, che e' una spina costante per Di Maio. 

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