Gran teatro Montecitorio compie 100 anni, persa la sacralità istituzionale. FDI lascia l'aula

. Politica

100 anni fa esatti, il 20 novembre del 1918, a due settimane dalla fine vittoriosa della prima guerra mondiale, l'allora presidente della Camera, Giuseppe Marcora apriva i lavori, nel palazzo appena ristrutturato in stile liberty dall'architetto palermitano, Ernesto Basile, con queste parole: "Onorevoli colleghi, l'Italia e' compiuta!". Le tribune appena costruite erano stracolme di soldati, mutilati, di gente arrivata dalle terre redente, di persone comuni che volevano assistere all'avvio di una nuova fase nella vita del paese. Che andava in scena in un teatro completamente rinnovato, bello ed austero al tempo stesso, con un suo fascino rimasto intatto nel corso degli anni. Dopo il momento buio dell'epoca fascista, "l'Aula sorda e grigia" del ventennio, grande rispolvero di Montecitorio avvenne con la Costituente ed il primo Parlamento repubblicano. Da allora, quasi in omaggio alla Costituzione, per merito della Dc e del Pci la Camera rappresento' la sacralità delle istituzioni, primeggiando su tutte. Era vietato entrare a Montecitorio per gli uomini senza cravatta e senza un abito scuro ed anche le donne dovevano vestire in modo appropriato, come quando si partecipa ad una cerimonia. La buvette, dove si prendeva il caffè o si mangiava qualcosa (non c'erano ristoranti, questo venne introdotto da Pertini, tanto che i giornalismi scherzosamente dicevano "oggi mangiamo da Sandro e Carla (moglie del Presidente), tutta anch'essa in stile liberty, era un capolavoro architettonico. Oggi rimasta tale, ma imbruttita nell'arredo e nelle decorazioni. Pure la sala stampa stesso stile aveva un fascino inconfondibile. Due successive ristrutturazioni l'hanno massacrata con dei box in legno che nulla hanno a che fare con lo stile passato. Per quasi cento anni, era vietato portare anche un sol bicchiere fuori dalla buvette, tutto doveva essere li' consumato. Oggi fanno come gli pare. Poi c'era la regola che su alcuni divani in Transatlantico si sedessero solo i comunisti mentre altri erano destinati ai Dc. Ed anche quando non c'era seduta nessuno osava sedersi su quelle poltrone e se qualcuno lo avesse fatto sarebbe gentilmente intervenuto il primo commesso che passava per invitare ad alzarsi. Tutto rimase sacro fino agli inizi di Tangentopoli, con le presidenze della Dc e quelle del Pci che mantennero intatte le tradizioni, anche in ossequio a quello che rappresento' la Camera per la Costituente. Con le presidenze di Bertinotti, Casini, Fini e della Pivetti ci furono i primi segnali di cedimento, con il palazzo che lentamente cominciava a perdere quella sua "magia", datagli dalla sua funzione per l'avvento della democrazia. Oggi ne e' stato celebrato il centenario alla presenza di Mattarella. Con Fico che ha fatto un discorso senza sottolineare la vittoria nella Grande Guerra, ma anzi sminuendone il valore. Almeno secondo quelli di Fratelli d'Italia, che  hanno abbandonato l'aula, protestando anche per le ricostruzioni storiche "tutte improntate a sinistra". I più vecchi presenti alla cerimonia hanno ricordato: "Ah, quando Montecitorio era Montecitorio…".

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