Camera, si' al ddl Anticorruzione. Giorgetti respinge i sospetti del M5S

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Dai banchi della Lega neanche un applauso al momento dell'approvazione del ddl sulla sicurezza, tanto caro al M5S. Ora il provvedimento passa a palazzo Madama. I cinque stelle vogliono cancellare le norma sul peculato,introdotta e scrutinio segreto, fatto che tanti sospetti ha portato all'interno della maggioranza. Il testo dovrà quindi tornare a Montecitorio per la definitiva approvazione, prevista prima della pausa per le vacanze natalizie.  Nel ddl e' stata inserita anche la sospensione della prescrizione, altro pomo della discordia tra Carroccio e M5S. L'entrata in vigore della norma, dopo lunghe trattative, e' stata posticipata al 2020, in modo da collegarla alla riforma del processo penale. Il clima a Montecitorio e' rimasto teso per tutta la giornata, con il sottosegretario alla Presidenza, il leghista Giorgetti, che ha replicato alle accuse di essere stato lui ad organizzare i franchi tiratori, quando si e' votata la norma sul peculato: "Non c'entro con lo stop sul peculato". Pero' risentito per il "sospetto" che lo circonda, si e'alzato dai banchi del governo e si e' andato a sedere tra i deputati della Lega. Da tempo e' nel mirino dei grillini, perché dall'economia alla giustizia sembra incarnare l'anima leghista più scettica nei confronti dell'alleato. Salvini e' corso ai ripari dopo l'incidente parlamentare ed ha assicurato: "La linea la decido io". Alla fine anche Di Maio getta acqua sul fuoco: "Non lo accusiamo, forse da' fastidio a Malago'". Ora la prossima tappa da affrontare per il governo e' un altro punto caldo, questa volta caro alla Lega, il decreto Sicurezza. 

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