Stop al Global compact. Il Pd si scatena "Smentito Conte, è Salvini il vero premier"

. Politica

Contrordine. L'Italia non va alla conferenza internazionale di Marrakech il 10 e 11 dicembre e non firmerà quindi in quell'occasione il Global Compact for Migration, il patto lanciato dall'Onu nel 2016 allo scopo di garantire a livello mondiale "una migrazione sicura, ordinata e regolare". Il patto è stato supportato con forza da Obama ma con il cambio della guardia alla Casa Bianca è stato poi bocciato da Trump e sta dividendo lo scenario mondiale: insieme agli Usa si sono chiamati fuori altri paesi come Israele, Australia, Ungheria, ecc. L'Italia, che con il premier Conte a settembre all'assemblea generale dell'Onu si era detta favorevole e pronta a sottoscrivere il Global Compact, oggi ha sostanzialmente cambiato idea con l'argomentazione che si tratta di un tema delicato e una decisione, favorevole e contraria, va "parlamentarizzata". Insomma deve decidere il Parlamento e il governo si adeguerà. Il dietrofront rispetto alle affermazioni di Conte all'Onu (ma anche a quelle del ministro degli esteri Moavero) è stato annunciato con un colpo di scena da Matteo Salvini in aula alla Camera per il decreto Sicurezza. "L'Italia non va a Marrakech e non firma alcunchè, a breve ci sarà una nota di palazzo Chigi" ha detto il vicepremier con piglio deciso tra le vivaci proteste del Pd, gli applausi di Fratelli d'Italia che ha fatto sua la battaglia del No al Global Compact e qualche mugugno e/o imbarazzo tra i Cinquestelle (non è difficile immaginare che il Global Compact costituirà un nuovo motivo di attrito tra Lega e M5s). In effetti, pochi minuti dopo, ecco la nota di Conte: "Il Global compact è assolutamente compatibile con la nostra strategia, ho condiviso il piano con i miei partner Ue, non ho cambiato idea, ma essendo un documento che ha valore politico abbiamo convenuto che forse è giusto creare un passaggio parlamentare, in cui far condividere da parte di tutti ciò che stiamo facendo. A Marrakech, quindi, il governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato". Pd e Leu, in risposta, sono andati all'attacco denunciando la "retromarcia" del premier e definendo Salvini "il vero capo dell'esecutivo italiano" visto che è lui a dettare la linea. Il capogruppo dem Graziano Delrio è stato durissimo: "Il vero presidente del Consiglio è Salvini e ha smentito il ministro degli Esteri e il premier sull'adesione dell'Italia al Global compact for migration. Moavero e Conte avevano ribadito all'Onu che l'Italia avrebbe firmato l'11 dicembre. Ora Salvini cambia la linea del governo e si rimette al Parlamento. È un cambio di posizione sostanziale che fa ulteriormente perdere credibilità all'Italia, dopo la brutta figura sulla manovra": E Maurizio Martina ha rincarato la dose contro Conte: "Ha preso impegni internazionali che ora si rimangia, il governo si è spaccato nella sostanza e ha cercato di scaricare sul Parlamento le sue divisioni, mentre l'Italia diventa sempre più lo zimbello globale". Nel suo intervento Giorgia Meloni ha messo in guardia Salvini dal rischio di un voto in Parlamento che veda insieme Pd e M5s e che quindi il Global Compact passi: "Salvini ha detto di essere contrario al Global compact ma che si rimetterà al volere del Parlamento. Allora, se si votasse in libertà, M5S e Pd direbbero di sì e questo significherebbe sconfessare tutte le politiche fatte finora sull'immigrazione". Quindi: "O l'Italia dice no o Salvini prenda in considerazione l'ipotesi di dire basta a questo governo...".

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