Salvini ai sindaci disobbedienti "Dimettetevi". La replica "Dimettiti tu"

. Politica

Si infamma lo scontro tra i sindaci 'disobbedienti' e Salvini sul decreto sicurezza. "I sindaci che non sono d'accordo si dimettano" tuona il ministro. "Dimettiti tu" gli risponde a stretto giro Leoluca Orlando, il capofila della fronda. Scende in campo anche Di Maio a dar man forte al collega vice-premier attaccando i sindaci, accusati di fare solo campagna elettorale, sindaci - insiste il vicepremier grillino -  che "fanno un pò di rumore per sentirsi un pò di sinistra". ll tutto  mentre si amplia il fronte dei primi cittadini contrari alle norme del decreto Salvini relative agli immigrati: ai sindaci di Palermo e Napoli, Orlando e De Magistris, si sono aggiunti il fiorentino Nardella, il parmense Pizzarotti e anche il milanese Sala, con l'Anci a chiedere a gran voce al ministro di aprire un tavolo per verificare l'applicazione del decreto, vanto e bandiera del titolare del Viminale. Ma si è creato anche un fronte opposto ai sindaci 'disobbedienti': quello dei sindaci, soprattutto del nord (da Novara a Trieste, da Udine a Verona), che appoggiano invece il decreto Salvini e la sua applicazione integrale in quanto legge dello stato. E contro quelle che definiscono "strumentalizzazioni da parte dei sindaci di sinistra" si schierano dalla parte del vice-premier leghista. Per Salvini quel decreto è "una legge di buon senso e civiltà, è stato approvato da governo e Parlamento, e firmato dal presidente della Repubblica". "Prima dobbiamo pensare ai milioni di italiani poveri e disoccupati, difendendoli dai troppi reati commessi da immigrati clandestini, poi salveremo anche il resto del mondo...". 

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