Carige: Conte al Pd "nessun conflitto di interessi"

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Nessun conflitto di interessi, "né diretto né indiretto", del premier Giuseppe Conte sulla vicenda Carige. Rispondono così fonti di governo citate dall'Ansa alle affermazioni di diversi esponenti del Pd (da Michele Anzaldi a Luigi Marattin) nell'ambito dell'attacco Dem all'esecutivo gialloverde dopo il decreto salva-Carige approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri. In particolare Marattin, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera, parla su Twitter di presunti rapporti del premier con Carige e domanda:  "Dati i rapporti del premier Conte con Carige (tramite il suo socio Alpa, consigliere Carige, ed essendo egli stesso stato consulente del finanziere Mincione, socio Carige) nel Cdm di ieri sera si è astenuto sul decreto salvabanche? È uscito al momento del voto? Gradita risposta". La risposta, negativa (Conte ha votato), è arrivata a stretto giro: nessun conflitto di interessi del presidente del Consiglio né diretto né indiretto nel caso Carige. Il premier non è mai stato consulente di Mincione, "non lo ha mai incontrato o conosciuto, neppure per interposta persona"e con il professor Alpa "non ha mai avuto con lui uno studio professionale associato". Per questi motivi, hanno spiegato le stesse fonti, il premier ha votato in Cdm.

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