Gilet gialli, l'Eliseo snobba il "Di Maio elettorale", per Macron l'interlocutore è Conte

. Politica

Emmanuel Macron non intende replicare a Luigi Di Maio per il suo clamoroso endorsement ai gilet gialli che sono in guerra da otto settimane contro le politiche del governo francese. Per ora ritiene sufficienti le parole del ministro per le politiche europee Nathalie Loiseau ("Di Maio e Salvini imparino a fare pulizia in casa loro e si occupino del benessere dei cittadini italiani"). Non si vogliono aggiungere polemiche a polemiche. "Non vale la pena", dicono fonti dell'Eliseo sentite dall'Ansa, commentare iniziative come quelle del capo politico del Movimento Cinque stelle che sembrano comunicazioni a fini elettorali interni più che un attacco al presidente Macron. E comunque, fanno notare le stesse fonti a proposito del commento di Di Maio sui gilet gialli definito "non gradevole", "l'interlocutore naturale del presidente della Repubblica è il presidente Giuseppe Conte, è con lui che Macron lavora dal primo giorno. E sembra che il premier Conte non abbia fatto alcun commento". Di Maio oggi ha ribadito il suo pensiero replicando alla ministra francese Loiseau: "Forse si dimentica di quando il suo presidente, Macron, parlando del nostro governo ci aveva paragonato alla lebbra. Di quando diceva 'li vedete crescere come una lebbra, un po' ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire'. "Il popolo francese - ha aggiunto Di Maio - chiede il cambiamento e un maggiore ascolto delle loro esigenze. Non posso non condividere questi desideri, nè penso di dire nulla di offensivo verso i cittadini francesi. Quanta ipocrisia! E' chiaro che qualcosa deve cambiare. Come ad esempio è ora di smettere di impoverire l'Africa con politiche colonialiste, che causano ondate migratorie verso l'Europa e che l'Italia si è trovata più volte a dover affrontare da sola".

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