Quanto durera' il "compromesso della storia"? Parte del M5S vuole fare fuori Salvini, che dice "Sono stufo…"

. Politica

"Vorrei ricordarvi che sono la vostra unica sponda, sono io a tenere in piedi il governo. Vi consiglio pero' di non superare il limite. Sono stufo e i miei lo sono molto di più di me". Parole di Matteo Salvini in conferenza call con il premier Conte e con l'altro vicepremier Di Maio. La tensione ha raggiunto il massimo livello da quando i populisti di destra e di sinistra hanno dato vita all'alleanza giallo-verde. Non si tratta del famoso compromesso storico di Berlinguer e Moro, che costo' anche la vita a quest'ultimo ma pur sempre di un compromesso della storia, della storia della destra e della sinistra italiana, che hanno finito per stilare una sorta di contratto, bandendo le ideologie. E come si sa nella storia di questi due schieramenti sono ancora presenti vecchi e mai sopiti rigurgiti, di opposto segno. Dalla Tav alle Trivelle, alla scombinata manovra economica, alla politica estera (M5S con Maduro, Salvini cono Guaido'), ai migranti, alla legittima difesa, M5S e Lega sono divisi su tutto. E su tutto pesa soprattutto la lunga campagna elettorale per le europee, che assumono anche un valore politico come non mai, con sondaggi che danno il sorpasso, e per molti punti, addirittura una decina, della Lega sui pentastellati. La grana più grossa per il governo e' la richiesta dei giudici di processare Salvini. Con il voto in giunta che imbarazza Il M5S. Soprattutto per la parte movimentista difficile rifiutare una richiesta del giudice. Di Maio ai suoi ha chiarito che nessuna decisione e' scontata, mentre e' già pronta la solidarietà di Forza Italia. Insomma un bel pasticcio. Ora per i grillini le strade sono due, con sbocchi molto diversi. Negheranno l'autorizzazione contraddicendo la storica linea giustizialista, oppure coerentemente daranno via libera i giudici? In questo caso si aprirebbe ineluttabilmente  una crisi difficilmente gestibile perché non più reversibile. Si potrebbe aprire una crisi che con ogni probabilità porterebbe a nuove elezioni politiche, con la magistratura entrata per l'ennesima volta nell'agone politico.

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