Il nuovo vocabolario dei grilloleghisti

. Politica

Una fioritura di nuovi neologismi e di coacervi lessicali caratterizzano la stagione politica dei gialloverdi. Il libro dell'anno edito da Treccani, oltre a mettere in luce i fatti più importanti del 2018, offre un piccolo dizionario politico della neopolitica, raccoglie definizioni e neologismi consacrati o addirittura coniati nel corso dell'anno. Luigi Di Maio e' "Giggino", oppure più maliziosamente (invenzione del vulcanico governatore della Campania Vincenzo De Luca) con allusione al mestiere del vicepremier anteriormente alla sua entrata in politica "Giggino web-.master, Di Maio". il "terzo uomo" ovvero l'impalpabile premier Giuseppe Conte, il nomignolo se lo e' dato da solo all'atto della sua investitura "l'avvocato del popolo". Il loro alleato, Matteo Salvini, dai suoi e' chiamato "Capitano", con chiara allusione alle sue doti di comando. Poi c'e' il famoso "contratto di governo", o la definizione autodatasi dagli alleati di "governo del cambiamento". Cosa non condivisa dalle opposizioni. Ancora i gialloverdi oppure i grilloleghisti per indicare l'alleanza di governo. Ma Salvini alla luce dei sondaggi che lo danno avanti ha già cambiato dicitura: "Confesso - ha twittato - emozionato e felice 'governo Lega-M5s'", identificando il proprio partito con il colore blu, a volere sottolineare la presenza della Lega a livello nazionale: Senza tenere conto dell'azzurro, molto simile al blu, tradizionalmente legato a Forza Italia ed a Silvio Berlusconi. C'e' anche chi invece di "pentaleghismo" sintetizza così l'alleanza: "Movimento 5 leghe". Per le misure economiche ormai sono entrati nel vocabolario la "flax tax" e il  "reddito di cittadinanza". Le Ong vengono chiamate dai leghisti i "vice-scafisti" che traghettano i migranti dal Libia ai nostri "porti chiusi". Poi Virginia Raggi ha chiamato "Sroccopoli" lo scandalo romano dell'occupazione abusiva. Dal "Veltrusconi" siano passati al "Grillosconi". Ma si e' passati anche per un "Renzusconi". Nel florilegio delle definizione c'e' ne e' anche per il Pd, dove prevale il "menevadismo", per scisssioni fatte ed altre solamente ventilate. 

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