Abruzzo, bicchiere mezzo pieno per il Csx ma ancora mezzo vuoto per il Pd

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Bicchiere mezzo pieno per il centrosinistra in Abruzzo, ma ancora mezzo vuoto per il Pd, che con l'11,1% è in forte calo rispetto alle precedenti regionali del 2014, quando raccolse il 25,4% dei consensi, ma anche rispetto al già non esaltante 14,3% delle politiche 2018. Il sistema elettorale regionale, con un candidato forte come l'ex vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, e l'apporto delle varie liste civiche ha consentito al centrosinistra - che tuttavia, non va dimenticato, ha perso un'altra Regione - di conquistare un secondo posto di consolazione, con un dato complessivo in significativa ripresa al 31,3% rispetto al deludente 17,6% del 4 marzo dello scorso anno. Questo a dimostrazione della presenza, in epoca di governo gialloverde, di una significativa area di tenuta democratica e del diffondersi dei timori di quanti cominciano a fare i conti con la recessione e la crisi economica. Legnini nel commento fa un po' il Calenda: "Il centrosinistra in Italia - sostiene - deve riaprire un canale di partecipazione. Tendere verso un modello coalizionale aperto, largo e popolare penso sia la formula giusta". E allora proprio l'ex ministro dello Sviluppo economico, oggi protagonista della battaglia per una lista larga del centrosinistra alle europee di maggio, rileva: "Legnini ha fatto un grande lavoro. E dimostra che ci vuole un fronte che vada oltre il Pd, perché - osserva Calenda - un risultato così alle europee cambierebbe radicalmente e positivamente lo scenario politico italiano". Si posizionano anche i candidati alla segreteria Pd. Per Nicola Zingaretti dal voto in Abruzzo "viene l'indicazione che la strada è ancora lunga, ma è quella giusta, cioè ricostruire un nuovo centrosinistra inclusivo, che con maggiore empatia rispetto al paese si riproponga come un'alternativa". Maurizio Martina afferma: "Siamo l'unica alternativa alla destra. La propaganda 5stelle sbatte contro la realtà. Un nuovo centrosinistra aperto al civismo è la strada da percorrere per tornare a vincere". E Roberto Giachetti si rivolge a Legnini: "Hai riacceso la passione politica di molti, portato garbo e correttezza in una campagna elettorale difficile. Non hai vinto, è vero, ma noi tutti siamo fieri del tuo impegno". Si fa sentire anche il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, ex pentastellato e ora promotore del movimento civico Italia in comune: "I 5 stelle calano sotto i colpi dei loro slogan, ma oltre alla destra cresce una forza che arriva dalle realtà civiche, non più legate a doppio filo ai partiti che hanno governato l’Italia. Il cambiamento passa da lì e presto anche le elezioni in Sardegna ci daranno questa conferma. Perciò andiamo avanti con l'idea di un partito alternativo alla destra, nato nei territori, che unisce le realtà civiche, che tutela l'ambiente, che parla di opportunità e di occupazione, di protezione e unità attorno alla bandiera italiana".

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