Bugia d'amore tra Di Maio e Salvini? Fase due con "scambio di fatto", No-Tav-No processo

. Politica

La reciproca assicurazione tra di Maio e Salvini a volere durare nel loro matrimonio per tutti e cinque gli anni della legislatura e' solo una bugia d'amore? I due si rispettano e nutrano anche una certa simpatia, l'uno per l'altro, ma il vero collante e' tutto politico. Con Di Maio che si sente "come un prigioniero". L'ha confidato ai suoi. Si sente preso nella morsa tra il dovere di governare e quello di rispettare i rigidi dettami di un movimento che e' stato creato come partito di rottura e di opposizione. E la trasformazione in una forza di governo e' tutt'altro che semplice ed indolore. Poi la sua stagione politica appare segnata dall'accordo con La Lega. Altre strade sarebbero gestite da qualcun altro, pescato nella variegata galassia grillina dal solito Casaleggio, più che dal vero padre del M5S, Beppe Grillo, ad ora messo un po' all'angolo. Salvini invece ha tutto l'interesse ad andare avanti alla ricerca di una seppur difficile autosufficienza politica  o quantomeno ad aspettare un definivo logoramento di Forza Italia a suo vantaggio ed all'inevitabile declino, per questioni anagrafiche, di Berlusconi. Osso duro per tutti. Così nonostante l'Abruzzo, con il trionfo di Salvini e la debacle di Di Maio, salvo imprevisti, si va avanti fino  alle europee, quando dopo il voto almeno un tagliando per il governo sarà inevitabile. Ci saranno altre scosse, anche forti, a partire dalle prossime lezioni a fine febbraio in Sardegna, dove si annuncia un risultato fotocopia del voto di domenica scesa. Intanto per il governo e' cominciata la fase due, una sorta di fase post-contratto, nella quale devono essere definiti i punti contenuti nel documento comune e affrontati nuovi problemi. Nell'imminente si annuncia uno scambio di fatto", cioè non concordato nelle stanze del Palazzo, ma effettuato autonomamente sia da Di Maio che da Salvini, in nome di un interesse comune. No alla Tav, almeno per il momento, il tema tornerà d'attualità dopo il voto del 26 maggio. Se non si fara' l'opera con questo governo, il Parlamento dovrà comunque votare a maggioranza la cancellazione della Torino-Lione. L'autorizzazione ai lavori era stata infatti votata dal Parlamento sia in Italia che in Francia, ed una sua abolizione necessita della medesima procedura. Contemporaneamente appare ormai chiaro l'orientamento del M5s a salvare l'alleato Salvini dal processo, richiesto dal tribunale dei ministri di Catania per la vicenda della nave Diciotto. Il fatto che tutto il governo si sia assunto la responsabilità delle decisioni contestate, indica  quale sia la linea escogitata per uscire dall'impasse. Un voto non sul singolo Salvini ma sull'operato deciso collegialmente dal governo. Non sono tutte rose e fiori, perché la guerra sotterranea continua implacabile su ogni tema. Sul reddito di cittadinanza i leghisti hanno pronti una serie di emendamenti per limitarne la portata, così come i grilini si apprestano a preparare la strategia parlamentare per a loro volta limitare le Autonomie e la nuova legittima difesa. Il governo e' destinato a ballare con Conte che spera di non incagliarsi su qualche imprevisto scoglio. Quando c'e' tempesta e' facile affondare anche con buoni marinai.

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