Boom di accessi a Rousseau e il "Supremo" va in tilt, tra pasticci e polemiche con referendum anche su Di Maio

. Politica

Il "Tribunale del popolo" si e' inceppato per i troppi e contemporanei contatti. Slitta, dopo che c'era già stato un primo rinvio dalle 19 alle 20, alle 21, l'ora X in cui si sapra' il risultato. Polemiche per il quesito, poi riproposto, nel quale si deve votare si' per evitare il processo a Salvini e no per dare via libera ai giudici di Catania. Di Maio ha fatto sapere che comunque andrà sosterrà l'esito del voto. Voto che pero' inevitabilmente finisce per diventare anche un referendum su di lui e sull'alleanza con la Lega di Salvini. Se vincessero i movimentisti sarebbe crisi innanzitutto all'interno del M5s con la politica del suo leader messa in forte dubbio. Il premier Conte prima aveva fatto sapere di non essere favorevole ad affidare un tema così delicato ad un manipolo di attivisti, poi pero' ha smentito. La situazione la riassume bene il leghista Giorgetti: "Sono sicuro che il voto online darà ragione a Salvini. In caso contrario gli iscritti al M5s sfiduceranno il loro stesso governo". Così il partito post-ideologico finisce per divenire a sua volta un partito ideologico, con i suoi ferrei principi, tra i quali l'incondizionata approvazione per qualsivoglia operato dei giudici e sopratutto con le decisione ultime, rimandate al capo supremo della loro regione, il Web.  Al di sopra di ogni capo e di ogni leader. E se la decisione del "Supremo" fosse di pollice verso, sarebbe un pollice verso innanzitutto rivolto verso i grillini al governo.

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