Renzi, "io non mollo, ma prendetevela con me non con la mia famiglia"

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"Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto lunedì nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello". C'è amarezza in Matteo Renzi all'indomani del clamoroso arresto del padre e della madre, che ha messo in ombra il caso Diciotti-Salvini e il revirement pentastellato in materia di legalità, ma c'è voglia di andare avanti di continuare a fare politica, quella politica riformista che ha dato molto, troppo fastidio: "Concepisco la politica non come figlia di un'ambizione personale - scrive il senatore Pd sulla sua E-News -, ma come un dovere civile. Dunque: non mollo di uno solo centimetro. Anzi, deve essere chiaro anche plasticamente che io non mollo. Che noi non molliamo". Renzi spiega: "Non grido ai complotti: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Tra cinque anni, tra dieci anni, quando tornerà la calma e si potrà analizzare con serenità ciò che è accaduto in questo periodo alla mia famiglia, saranno in tanti a stupirsi. Chi ha letto il libro 'Un'Altra Strada' sa a cosa mi riferisco". E allora, sostiene l'ex premier, "a questo punto c'è solo una cosa da fare: mantenere la calma. Sapere che il tempo farà giustizia di tutte le bugie. Avere lucidità e pazienza. Da uomo delle istituzioni dico: mi fido della giustizia. Questo è un grande paese e io credo nell'Italia, sempre. Chi vuole il mio fallo di reazione, non lo avrà. Né oggi, né mai". C'è poi, anche e forte, il lato umano della vicenda: "Da figlio ho il cuore gonfio di amarezza. Anche se in tanti cercano parole di consolazione, io conosco la verità che nessuno vuole dire: se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo. Lo sanno anche i sassi. Se loro sono in questa situazione umiliante è colpa del mio impegno politico di questi anni. Tutti noi siamo figli. E sappiamo che è doloroso far soffrire la tua mamma, il tuo babbo. Ti capita di farli soffrire quando la pagella non è quella che pensavano, quando torni troppo tardi dalla discoteca, quando salti scuola, quando fai una stupidata adolescenziale. È capitato a tutti noi, è capitato a me. Non avrei mai pensato, però, di farli soffrire così. Per colpa del mio impegno civile. E mi piacerebbe dire: prendetevela con me. Non con la mia famiglia".

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