Attenzione al Piemonte e a un doppio forno di Di Maio. Zingaretti stravolge strategia Salvini.

. Politica

In pochi giorni la politica italiana e' cambiata, perché sono cambiati gli scenari. La vera abilita' degli attori protagonisti e' quella di sapere prevedere i cambiamenti in modo da guidarli o quantomeno non farsi stravolgere. Ma questa e' una prerogativa solo dei grandi. La maggior parte ci inciampa su. Che cosa e' successo? Poco o tanto, due elezioni regionali, che pero' hanno dimostrato che c'e' un centrodestra forte, quasi maggioranza nel paese, una sinistra che se unita al di la' delle divisioni (non e' solo un gioco di parole per chi la politica la conosce) e' in grado di giocarsela e di competere per la vittoria. E sopravanzano un M5s, che sembra destinato ad un calare fisiologico, finita l'onda di protesta. Allora tutti a gridare, e' tornato il bipolarismo. Vero, ma siamo ancora in sistema tripolare, dove le alleanze sono necessarie, prima o dopo il voto. A  meno che dove si vota solo in turno e non e' richiesta una maggioranza qualificata. Cioè nelle regioni ed in alcuni comuni. Poi arriva Zingaretti, nuovo segretario del Pd, che rifugge da una leadership muscolare alla Renzi, e preferisce una sorta di direzione d'orchestra di una ritrovata sinistra, che poi e' quella che lo ha eletto alle primarie. Per Salvini, che una volta era un giovane comunista padana e piazzarolo, il confronto con il Zingareeti nato nel college di Botteghe Oscure, e' tutto nuovo. Lui e' più abituato al confronto personale, anche duro, ma Zingaretti lo porta su un altro terreno. Poi la sua strategia era tutta basata sulla scommessa di annettersi in pratica tutto il centrodestra o quasi. Avrebbe salvato la Meloni dalle solide radice, ma ha venduto la pelle dell'orso, che poi e' una pelle dura, perché  e' quella di Berlusconi, Mentre Di Maio si doveva annettere o quasi il Pd, lasciando una sinistra marginale a piangere per gli errori commessi in un angolo. E' fallito il piano. Ma ora le forze sono tre e a Salvini che ha portato spavaldamente avanti il suo doppio forno, che lo ha visto trionfare a livello locale e risucchiare consensi a livelli nazionale, si potrebbero opporre un ostacolo non previsto. E l'intelligenza politica di Zingaretti potrebbe anche preparargli una sorpresa, che potrebbe anche portare alla fine del suo progetto e alla coalizione di governo. In Piemonte i sondaggi parlano chiaro. Vince il centrodestra, non ci sono dubbi, con percentuali vicino al 46%, secondo il Pd allargato, terzo il M5s. Ma se Di Maio inaugurasse il suo doppio forno locale, si fa per dire, con Zingaretii, come andrebbe a finire? E nello stesso giorno ci sono le europee, cartina di tornasole per la saluta dei tre schieramenti. Poi i conti sarebbero inevitabili. Tutti sono alla presa con calcoli e posizionanti, che saranno determinati al momento delle scelte future.Vietato per tutti sbagliare, pena la sconfitta.  

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