Tav, il quasi pollice verso di Conte (che vuole riparlarne con Parigi e Bruxelles)

. Politica

Non è un pollice verso ma quasi. Il premier Conte chiamato a mediare tra Cinquestelle e Lega, per niente d'accordo sull'alta velocità nel tratto Torino-Lione e inamovibili nel muro contro muro emerso nei vertici notturni a palazzo Chigi, si sbilancia a fa capire di avere forti dubbi sull'opera infrastrutturale che sta mettendo in crisi il governo gialloverde. Conte, che ha promesso una decisione per domani, pende dalla parte di Di Maio, decisamente contro la Tav, ma ancora non si può esprimere con chiarezza, per un 'no' o per un 'sì' - a lui il leader Cinquestelle e Salvini hanno affidato il compito di decidere - perchè non sa fino a che punto Salvini intende spingersi a favore della Tav come chiede la sua base nordista. E quindi nell'incertezza sull'atteggiamento finale del vicepremier e ministro dell'interno, che anche oggi ha ripetuto di essere a favore del completamento dell'opera, il premier ha solo fatto capire che se dipendesse da lui non darebbe il via libera ai cantieri prendendo però altro tempo. Conte ha espresso pubblicamente in una conferenza stampa tutti i suoi "dubbi" sull'utilità stessa della Tav dicendosi per niente convinto che questa sia un'infrastruttura di cui ha bisogno l'Italia, che è poi il leit-motiv di Di Maio e Toninelli. Nello steso tempo, proprio per i dubbi e le "criticità" emerse dai ripetuti confronti tecnico-politici a palazzo Chigi (l'ultimo vertice infruttuoso, è durato cinque ore stanotte), il presidente del Consiglio ha sollecitato un incontro-confronto con il partner francese e con l'altro partner, la Commissione Ue, per eventualmente rivedere i progetto e ridiscutere la divisione di costi e impegni finanziari. Forse solo un modo per prendere altro tempo prima di decidere. Ma lunedì scade il termine per i bandi da 2 miliardi mentre Parìgi ha già fatto sapere di essere pronta ad andare avanti con la Tav e di aspettare una risposta simile dall'Italia e Bruxelles ci ha avvertito che indugiando ancora salterebbero contributi Ue all'opera per almeno 300 milioni di euro. Conte ha espresso i suoi "forti dubbi" sulla convenienza della Tav precisando di non esser mosso da nessun "pregiudizio ideologico o fattore emotivo". "Non sono affatto convinto che questo sia un progetto infrastrutturale di cui l'Italia ha bisogno" ha detto affermando anche che "l'unica strada che credo sia d'obbligo è procedere ad un'interlocuzione con i partner di questo progetto, Francia e Ue, per condividere questi dubbi e le perplessità".

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