Marco Polo lo avrebbe mai immaginato? Via della Seta all'incontrario, con legami con la Brexit e la Tav

. Politica

Ma mai Marco Polo, il leggendario commerciante veneziano, che nel trecento porto' l'Occidente a conoscere e fare affari con la Cina, avrebbe potuto immaginare, che la rotta della sua Via della Seta si sarebbe invertita, con i cinesi nella veste degli affaristi di turno? Che poi si sono già ben piazzati in Italia. Una sorta di "invasione", prima con cineserie varie e una flotta di ristoranti che hanno invaso a partire dagli anni ottanta rapidamente tutta la penisola. Ma quello era solo l'inizio di un progetto. Poi sono arrivati quelli con i soldi veri, si sono presi posti rilevanti nella piccola industria e capolavoro, forse trascurato, sono  entrati nel salotto buono, accaparrandosi le due blasonate squadre di Milano, Inter e Milan. E si sa quanto conti Milano nell'economia italiana, quindi spendere soldi per accontentare il popolo dei tifosi risulta un ottimo investimento. Ma c'e' di più, molte aziende italiane, rimangano con le sedi nel nostro paese, ma per la mano d'opera si servono dei cinesi in Cina. Dove non ci sono praticamente regole sul lavoro e quindi la mano d'opera costa molto poco.  Le contraddizioni di un paese che si dichiara comunista e che regge la sua economia sfruttando il lavoro di un popolo. Il tutto con una velocità d'azione senza pari, perché liberi da vincoli, regole e controlli, e con una quantità di soldi da investire quasi illimitata. Ora hanno deciso di creare una sorta di testa di ponte in Italia per puntare alla conquista dell'Europa? Secondo gli osservatori americani ed anche di altri paesi europei (che ce lo hanno fatto sapere) i cinesi hanno scelto l'italia come terreno di conquista per la sua "traballante" situazione economica e politica. Un luogo di sbarco, sul continente, la spiaggia più facile da raggiungere. Per questo l'imminente arrivo in Italia del presidente cinese Xi Jinping per firmare i trattati e' stato visto come una vera e propria minaccia, anche nel campo della sicurezza per via delle telecomunicazioni e del loro possibile controllo, dall'amministrazione Trump ed anche dai maggiori paesi europei. Come se non bastasse la vera mira dei cinesi e' puntata sui porti di Trieste e di Genova, visti come trampolino di lancio per il resto dell'Europa. I cinesi anche se vedono l'area terminale per i loro mercati in Germania, vogliono la Torino-Lione, un ulteriore via veloce per il commercio. Ennesima contraddizione del M5s. Tutta l'operazione poi avviene in un momento cruciale per il futuro dell'Europa. Gia con la Brexit c'e' il timore che altri paesi  possano seguire l'esempio del Regno Unito e restituire all'Europa la stessa dimensione nazionalista che aveva nel 1939. Segue il timore, nel breve periodo, che l'economia possa risentire della Brexit, sopratutto in un contesto già scosso da imponenti perturbazioni. Gli Stati Unti stanno combattendo una guerra commerciale con la Cina che ha causato un rallentamento alla crescita mondiale. Ecco perché la Cina sta cercando di perforare l'Europa con un progetto di collegamenti commerciali che appunto prende il nome di Via della Seta. E' un progetto ambizioso e colossale con la Cina che che vorrebbe prendere il posto degli Statii Uniti nella guida del mondo, nel volgere di alcuni decenni. Poco rispetto sua storia millenaria, ma anche poco rispetto al valore democratico dimosrato dagli Usa nella loro seppur meno breve storia. Alla fine il rischio, anche se quello minore, e’ che ricominci a rimbombare la solita frase: "Gli italiani? Traditori…".

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