Via della Seta, Salvini "memorandum migliorabile". Di Maio, "il 'made in Italy' nel mondo"

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Dopo la Tav, tregua anche sulla Via della Seta tra gli azionisti del governo gialloverde. Il tutto, secondo quanto riferisce il quirinalista del Corriere della sera, Marzio Breda, con la benedizione del presidente Mattarella, che dopo aver esaminato il dossier dei nuovi rapporti Roma-Pechino "ha ricavato la convinzione che le polemiche, interne e internazionali, non sono giustificate". Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in una conferenza stampa a Montecitorio, afferma: "Stiamo leggendo. Ma il memorandum non è un testo sacro si può modificare, si può migliorare. Se ci sarà il solo lontanissimo dubbio che certe acquisizioni possano mettere in difficoltà la sicurezza nazionale, dirò un secco no". Insomma, per il leader del Carroccio - partito dove si è avuta eco importante delle preoccupazioni venute da Washington - "ogni investimento in settori strategici necessita la massima prudenza". Tuttavia, il memorandum che sarà firmato in occasione della vista di Stato a Roma del presidente cinese Xi Jinping a fine marzo, "non contiene riferimenti al mercato del 5G", attraverso l'uso di tecnologia Huawei. Salvini sottolinea: "Sono due dossier diversi. Giornalisticamente accostati, ma diversi". Da Matera il vicepremier grillino, Luigi Di Maio, esclude i rischi di 'colonizzazione' cinese e con una battuta rovescia il tema: "Qui l'unica colonizzazione a cui dobbiamo ambire è quella del 'made in Italy' nel mondo. È il 'made in Italy' che deve colonizzare il mondo con la sua bellezza e la sua capacità". Insomma, attraverso il memorandum con il Dragone si comincia - secondo Di Maio - "a prendere i prodotti italiani e a portarli in Cina. Per questo sono contento che da stamattina ci sia totale accordo nel governo. E sono contento che anche il Quirinale abbia manifestato assenso". E nei panni di ministro dello Sviluppo economico, il capo pentastellato rileva: "Quando verrà il presidente cinese e firmeremo la Via della Seta, negli stessi giorni firmiamo accordi importantissimi per le nostre piccole e medie imprese, ma anche per le aziende di Stato. Tante partnership e occasioni di lavoro in Cina per le nostre aziende, il che significa davvero portare il 'made in Italy' nel mondo".

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