Europee, Berlusconi "indispensabili per battere il comunismo a 5 stelle"

. Politica

Silvio Berlusconi e Forza Italia sono in campo per le Europee, allo stesso modo di 25 anni fa. Il nemico? Sempre lo stesso: il comunismo, oggi sotto specie pentastellata. Dall'Assemblea nazionale degli azzurri a Roma, assieme al fido Antonio Tajani, ma assente il governatore della Liguria, Giovanni Toti, il Cavaliere non tentenna: "Siamo stati indispensabili 25anni fa e lo saremo anche di più oggi. Abbiamo cambiato la storia dell'Italia impedendo che il Paese cadesse nelle mani del comunismo. I 5 stelle sono comunisti veri. Comunisti da strada. Noi fummo indispensabili allora e lo siamo anche adesso. Oggi la situazione italiana è ancora peggiore, perché al governo ci sono i tifosi delle decrescita felice, che vogliono soltanto togliere a chi ha e a chi ha faticato per costruire qualcosa. Nel partito grillino al governo ci sono persone incompetenti e incapaci". Leggiamo, ironizza dal palco l'82enne leader, "che FI è al tramonto, non capisco come facciano ad esserci in giro tanti stupidi. Abbiamo un grande passato e abbiamo un grande futuro. Noi siamo ancora qui, perché siamo la spina dorsale del centrodestra in Italia e vogliamo costruire il centrodestra europeo. Per il futuro dei nostri figli abbiamo il dovere di riunire le forze liberali per resistere all'invasione commerciale cinese. L'Europa deve riunire intorno a se tutti i paesi dell'Occidente minacciati dalle politiche economiche aggressive e incontrollate della Cina". Tuttavia, secondo Berlusconi, "l'Europa così non funziona. Va cambiata profondamente e noi abbiamo il programma per farlo. In Europa serve una nuova politica estera e una forza militare comune, come volevano i padri fondatori. Per cambiare l'Europa dobbiamo cambiare gli equilibri e le alleanze, convincere altre forze a unirsi al Partito Popolare Europeo", il cui logo però scompare dal simbolo degli azzurri per il 26 maggio. Ma il cruccio vero del Cav resta la situazione del paese e, in particolare, quella economica e dell'occupazione: "Il nostro programma è libertà e crescita economica. Al Sud un giovane su due non trova lavoro. Noi vogliamo inserire la decontribuzione e la detassazione per le imprese che assumono i giovani". Con la vecchiaia, sostiene Berlusconi, "sono diventato più saggio e più moderato", ma poi non risparmia un'invettiva: "Ora posso dirlo, non è stata colpa mia se non abbiamo avuto il 51% del consenso. È stata colpa degli italiani, che non hanno apprezzato quanto di buono abbiamo fatto al governo. In 9 anni abbiamo fatto più di tutti gli altri, prima e dopo di noi". A punzecchiare Salvini ci pensa la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna: "Non c'è spazio in questo paese per un governo sovranista senza il contrappeso moderato di FI. È fallito il disegno di svuotarci, non siamo alla deriva: è il tempo del coraggio di affrontare sfide enormi e di gestire alleati riottosi e a volte provocatori".
(foto da tweet di Antonio Tajani)

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi