Dal compromesso storico a quello del baratto, con la commedia dell'arte trionfante

. Politica

Ci sono tutti, Arlecchino, Capitan Fracassa, Balanzone, Gianduja a recitare, dopo un paio di secoli, una commedia all'italiana. La commedia dell'arte nata nel XVI secolo e rimasta popolare fino alla meta' del XVII secolo, e' sempre  attuale con le sue maschere. I testi da recitare si limitavano ad un canovaccio, e poi  tutti ad improvvisare. Un po' come sta avvenendo in politica, con tutto che sembra andare peggio del previsto e con tutti a litigare. L'ultima e' la flax tax, ma così e' successo su tutto e pare di capire che succederà ancora su tutto. Con Di Maio nei panni di Arlecchino, il servo perennemente affamato (di potere) alla ricerca di più padroni. Poi come potrebbe mancare il "Capitano", vale a dire Salvini, capitan Fracassa, un po' sbruffone e molto spaccone, sempre pronto ad impugnare la spada. Per Conte la figura di Balanzone, meglio conosciuto come il Dottore, si attaglia bene, visto che vuole sempre apparire serio in modo presuntuoso. Per il malcapitato Tria, sempre stretto nella morsa, tra i due vicepremier, la figura di Gianduja potrebbe rendere l'idea. Ma e' vero che e' commedia su tutto, se si arriva anche alla magnifica addetta alla sicurezza che ha pregato in inglese non riconoscendolo (don't touch) al premier Conte di non toccare una fragile lampada. Ma siccome nel copione della commedia dell'arte, originariamente occorrevano, otto uomini e due donne, eccole all'improvviso apparire in stile più moderno di Grande Fratello. Per Capitan Fracassa la figlia di Verdini, vicino di casa di Gelli, le cui ombre aleggiamo ancora oltre le mura della sua villa di Arezzo e per il compagno Di Maio la giovane Virginia, con foto osé da modella sexy uscite su Chi che mal si accompagnano con l'abito indossato alla prima dell'opera. Quando destra e sinistra si vogliono unire tagliando il centro (e speriamo che sia solo il frutto di una alchimia italica) puo' succedere di tutto. Il primo esperimento fu di tal Milazzo, un Dc, che in Sicilia nel '58 in dispetto a Fanfani, uni' missini e comunisti (con l'avvallo di Togliatti). Il compromesso storico, grande progetto di Moro e Berlinguer, fini’ tragicamente ancora prima di cominciare, o quasi. Alla fine a provare ad unire destra e sinistra, ci stanno provando Salvini e Di Maio. Ma la lite e' continua e tutto sembra finire in soffitta, in attesa, di non si sa nemmeno bene cosa. Forse le elezioni europee, che saranno sicuramente un punto di svolta. Ma per che cosa? Probabilmente un nuovo governo 5 Stelle-Lega. Se così sarà si rischia di passare dalla commedia dell'arte alla tragedia shakespeariana. Dove tutti i personaggi sono capaci di fare sia del bene che del male. Con l'eroe o anti eroe  pronto sempre fare un passo indietro, per redimersi. Ma pure sempre destinati a muoversi verso un tragico destino.

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