Salvini con il mitra e quelle sparate d'antan del Bossi sui fucili padani...

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Archeologia politica. Salvini immortalato con il mitra in mano dal suo spin doctor ha un autorevole antesignano in Umberto Bossi, il senatur fondatore del Carroccio, che dall'opposizione e dal governo assieme a Berlusconi in più occasioni evocò i fucili padani... "Meno male che qui, in Valtrompia, ci sono ancora le armi. Un giorno serviranno...", ringhiò in un comizio l'Umbertone e un'altra volta, quando era ministro delle Riforme, ammonì l'opposizione con toni quasi jihadisti: "Abbiamo 300 mila uomini, 300 mila martiri, pronti a battersi e non scherziamo... mica siamo quattro gatti. Credete che avremmo difficoltà a trovare gli uomini? No, perché verrebbero giù anche dalle montagne". Ora a rinnovare i toni bellici ci ha pensato Luca Morisi, 46 anni, uomo di fiducia dell'attuale ministro dell'Interno e che nel profilo su Twitter si autodefinisce: "Digital philosopher. Social-megafono, mi occupo quasi 24x7 della comunicazione per il Capitano (ovvero il nomignolo dello stesso Salvini, ndr)" e aggiunge l'hashtag "#goSalvinigo". Per fare la sua sparata ha però scelto il social rivale, Facebook, dove ha postato la foto del ministro mitra alla mano e ha chiosato: "Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Si avvicinano le Europee e se ne inventeranno di ogni per fermare il Capitano. Ma noi siamo armati e dotati di elmetto! Avanti tutta, Buona Pasqua!". Una Pasqua all'O.K. Corral su cui Salvini non ha fatto una piega di fronte alle diatribe che sono subito esplose: "Sono polemiche fondate sul nulla - sostiene il giovane leader del Carroccio -, questa mattina ho pubblicato la foto di tre peluche che ho portato in gita per mia figlia e hanno polemizzato anche sui peluche. Se la sinistra si attacca alle foto per polemizzare vuol dire che stiamo lavorando bene". Secondo Repubblica.it "fonti Facebook fanno sapere che" la foto di Salvini in armi "non viola gli standard della comunità", che normalmente vieta la foto di una mamma che allatta. Le tastiere dei social, comunque, sono bollenti. È un vero e proprio fiume in piena, tant'è che trending topic del giorno diventa l'hashtag #licenzialucamorisi, un consigliere per la comunicazione pagato con soldi pubblici. Le cronache lo definiscono il consigliere strategico della comunicazione di Salvini, l'artefice del successo sui social del leader leghista. Successo che dal 17,6% delle politiche del 4 marzo 2018 si è trasformato nel quasi 37% degli ultimi sondaggi. Grazie a Morisi, inventore del soprannome il "Capitano", il profilo Facebook di Salvini è il più seguito tra i leader politici italiani, con oltre 3,5 milioni di "like". Un risultato, sostiene il settimanale L'Espresso che vede Salvini mitragliatore alla mano - su questo in compagnia della 'oppositrice' Giorgia Meloni - "in prima linea sul fronte del 'fuoco facile", ovvero di più armi per tutti. Dietro ci sarebbe una rete europea delle industrie di armi e munizioni, che hanno "fiutato il grande business". Quella Firearms United, con sede a Varsavia in Polonia, una Ong che "non soccorre migranti, ma promuove il diritto ad armarsi", "braccio europeo della statunitense Nra (National Rifle Association)", la lobby delle armi in prima fila tra i vari comitati d'affari a sostegno di Donald Trump.

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