Siri è fuori, nessuna conta in Cdm. Salvini "E allora la Raggi?"

. Politica

Il Consiglio dei Ministri ha revocato la nomina del sottosegretario leghista Armando Siri indagato per corruzione, senza nessuna 'conta'. E' passata la linea Conte sostenuta con forza da Di Maio. Nessun mezzogiorno di fuoco dunque a palazzo Chigi, ma una tregua non si sa quanto armata tra Lega e M5s.  Una votazione, che avrebbe platealmente evidenziato un vincitore ed un vinto, avrebbe messo a rischio il governo che dunque va avanti sia pure con un Salvini nervoso e un pò incupito per non essere riuscito a 'salvare' il suo sottosegretario. Il leader del Carroccio considera Siri innocente - e anche in Consiglio lo ha ribadito - fino al terzo grado di giudizio, come dovrebbe essere per ogni cittadino italiano. Ma ritiene anche che in uno stato di diritto non dovrebbero esistere indagati di serie A e indagati di serie B con riferimento esplicito alla sindaca di Roma Virginia Raggi "indagata da anni ma sempre al suo posto". Dopo un 'franco' dibattito, come ha rivelato dopo la riunione il premier Conte (e nel linguaggio diplomatico quell'aggettivo significa almeno un vivace scambio di opinioni, senza peli sul lingua) il Consiglio ha "preso atto" della decisione del premier: revoca per Siri, per ragioni di opportunità, e fiducia confermata a Conte ("Soluzione giusta per preservare la fiducia dei cittadini")non senza convenire con Salvini - un colpo a cerchio e uno alla botte - che la "presunzione di non colpevolezza è un principio cardine". Nella discussione sono intervenuti Conte e la Bongiorno, che ha illustrato la tesi leghista, e tutti e due i vicepremier. Questo il comunicat finale: "Il Consiglio dei Ministri, sentito dal Presidente Giuseppe Conte in ordine alla proposta di revoca della nomina del sen. Armando Siri a Sottosegretario di Stato, concertata con il Ministro delle infrastrutture e trasporti, ne ha preso atto, confermando piena fiducia nell’operato del Presidente del Consiglio e ribadendo che la presunzione di non colpevolezza è un principio cardine del nostro ordinamento giuridico.i (foto: it.wikipedia.org)

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