Tensioni in piazza? Di Maio dà la colpa a Salvini (che risponde per le rime)

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A quindici giorni dal voto europeo le piazze si scaldano. Alla Sapienza un intervento di Mimmo Lucano, ex-sindaco di Riace, fa rivivere un clima da anni Settanta con confronti ravvicinati tra giovani di estrema destra e di sinistra. In giro per l'Italia i comizi dei leader cominciano a non essere così tranquilli come all'inizio della campagna elettorale e le contestazioni, per il momento non violente, si moltiplicano. La tensione crescente diventa nuovo elemento di polemica tra gli alleati-duellanti, Di Maio e Salvini, con il primo che tramite Facebook accusa neanche tanto velatamente il collega vicepremier di contribuire a surriscaldare, anche lui, il clima e il leader del Carroccio che gli risponde per le rime. "Vedo e sento molto nervosismo in Italia. Alla Sapienza oggi sono tornate le camionette delle Forze dell'Ordine come non accadeva da tempo. C'è una tensione sociale palpabile, non solo a Roma, come non si avvertiva da anni. Sequestri di telefonini, persone segnalate, striscioni ritirati (l'episodio di Brembate, ndr). Nelle piazze - scrive Di Maio - è tornata una divisione tra estremismi che non fa bene a nessuno". Di qui l'appello del capo politico dei Cinquestelle "a tutte le forze politiche anche all'interno del governo": "Basta slogan, basta polemiche, vogliamo lavorare". La risposta gli arriva a stretto giro da un Salvini impegnato in una serie di comizi tra Veneto e Lombardia, ed è un rigettare la palla in campo avversario. "Gli unici problemi di sicurezza nelle piazze - dice il titolare del Viminale - sono le urla e gli striscioni che incitano ad uccidere Salvini. Di Maio si preoccupi piuttosto della sicurezza degli operai nei posti di lavoro".

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