Salvini in piazza Duomo con la Le Pen e i sovranisti d'Europa, "Qui non ci sono fascisti"

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"Qua non c’è l’ultradestra ma la politica del buonsenso: gli estremisti sono quelli che hanno governato l’Europa per venti anni": Matteo Salvini ha aperto così il raduno dei partiti sovranisti europei che hanno accettato il suo invito a Milano con accanto, sul palco di piazza Duomo (sotto lo slogan 'l'Italia rialza la testa'), la leader del Rassemblement National francese (ex-Front National) Marine Le Pen e i rappresentati di un'altra decina di forze politiche del vecchio continente come minimo euroscettiche se non dichiaratamente anti-Ue. Ad ascoltarlo ed applaudirlo migliaia di persone che sventolavano le bandiere della Lega. "Noi amiamo la madonnina che ci guarda dall’alto. Qui - ha aggiunto Salvini - non ci sono estremisti, razzisti, fascisti. La differenza è tra chi guarda avanti, tra chi parla di futuro e di lavoro e chi fa i processi al passato: hanno paura del passato perché non hanno un’idea di futuro. Noi stiamo costruendo il futuro". E ancora: "È un momento storico talmente importante per liberare il continente dall’occupazione abusiva organizzata a Bruxelles da molti anni. Chi ha tradito l’Europa, il sogno dei padri fondatori, di De Gaulle e De Gasperi? I Merkel, i Macron, i Soros, gli Juncker hanno costruito l’Europa della finanza e dell’immigrazione incontrollata". Sul raduno sovranista come "momento storico" per l'Europa si è detta d'accordo la Le Pen che ha parlato di "atto fondativo di una rivoluzione pacifica e democratica". "Dobbiamo rispondere ora all’appuntamento che la storia ci fissa" ha aggiunto sostenendo che "la nuova armonia europea che stiamo costruendo si appoggia sul valore di ogni popolo; la nostra Europa non è quella nata sessanta anni fa, ma è figlia di Atene e Roma, è figlia di contadini e marinai, di chi ha costruito il Duomo e Notre Dame, di Leonardo e Giovanna d’Arco. Non accetteremo mai che ci venga tolto questo patrimonio materiale e immateriale". Sul raduno sovranista come "momento storico" per l'Europa si è detta d'accordo la Le Pen che ha parlato di "atto fondativo di una rivoluzione pacifica e democratica". "Dobbiamo rispondere ora all’appuntamento che la storia ci fissa" ha aggiunto sostenendo che "la nuova armonia europea che stiamo costruendo si appoggia sul valore di ogni popolo; la nostra Europa non è quella nata sessanta anni fa, ma è figlia di Atene e Roma, è figlia di contadini e marinai, di chi ha costruito il Duomo e Notre Dame, di Leonardo e Giovanna d’Arco. Non accetteremo mai che ci venga tolto questo patrimonio materiale e immateriale". Quindi la Le Pen ha invitato Junker a venire in Italia "a imparare da Salvini come si difendono le nostre nazioni e la nostra Europa. "Salvini è un esempio" ha detto dal palco Geert Wilders, leader del partito olandese Pvv, con un endorsement totale al leader della Lega. E poi è andato giù duro sul tema dell'immigrazione clandestna: "Dobbiamo difendere i nostri stati nazionali, richiedere più sovranità nazionale e assumerci la responsabilità per i nostri Paesi. Basta diktat dal super-stato dell’Ue: basta immigrazione, basta Islam. Dobbiamo fermare l’immigrazione, fermare l’islamizzazione. Ancora una volta: basta Islam. Salvini ha già cambiato la politica italiana ed è un esempio per tutti noi. Basta barconi con immigrati illegali"

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