Decreti gialloverdi rinviati a dopo le Europee. Di Maio e Salvini, prove tecniche per durare

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Rinvio dei decreti a dopo le Europee. La maggioranza gialloverde prova a ricostruire la convivenza dopo la campagna elettorale dei litigi, qualunque possa essere il risultato del voto. La parola d'ordine adesso sembra diventare: durare. Così è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe conte, accusato nei giorni scorsi dal numero due della Lega, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti di non essere 'super partes, ad annunciare: "Ho sentito Salvini e Di Maio e abbiamo convenuto che è complicato tenere un Consiglio dei ministri domani o dopodomani, per cui lo abbiamo rinviato alla settimana prossima nel primo giorno utile". All'ordine del giorno i travagliati decreti sicurezza bis e sulla famiglia. La nuova bozza del decreto fortemente voluto dal ministro dell'Interno, soprattutto per bloccare l'azione delle Ong, sembra ora superare quei rilievi critici attribuiti da indiscrezioni di stampa al Quirinale. Il premier ha avuto una colazione di lavoro sul Colle con Mattarella: "Non si può attribuire al Presidente della Repubblica - ha detto Conte ai giornalisti - la censura preventiva né un sindacato politico. Gli si fa un torto in astratto e in concreto, non ha svolto questo ruolo né intendeva svolgerlo". Massima serenità poi nell'ultima riunione del Cdm: "Si è scritto di risse sfiorate e di discussioni - ha sottolineato Conte -, ma vi deludo: il clima è stato molto sereno e costruttivo". Dopo il "cordiale" incontro con Conte, Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio Salvini. Quanto al provvedimento per le famiglie sostenuto dai grillini, l'orientamento secondo fonti di governo è quello di trasformarlo in un disegno di legge. Al di là dei rilievi della Ragioneria dello Stato sulle coperture, mancherebbero i requisiti di necessità e urgenza indispensabili per un decreto. Di Maio ha inaugurato la nuova linea dell'appeasement con il Carroccio, sostenendo: "Condivido le parole del presidente Conte nel sollecitare rispetto per il Capo dello Stato. Ora c'è tutto il tempo di lavorare insieme" a Salvini "sui rimpatri, che sono una questione importante da affrontare con determinazione". In precedenza a RadioRai aveva affermato: "Dopo il voto lunedì il governo deve andare avanti. Però, patti chiari amicizia lunga...". Il calumet della pace è stato raccolto dal capo leghista che nel 'salotto' di "Porta a Porta" ha commentato: "Se per motivi non tecnici, ma di altra natura c'è chi preferisce che il dl Salvini venga approvato la settimana prossima, non mi do fuoco. Lo approveremo la settimana prossima" e poi: "Conte è ancora un elemento di garanzia. Certo, io ho tanti difetti ma sono leale".                                          (foto da profilo Facebook di G. Conte)

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