Salvini, anticipare la manovra. Un dinamismo che preoccupa Di Maio

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Alta tensione con Bruxelles e nel governo, è burrasca nell'Italia di inizio estate e potrebbe diventare un ciclone con l'autunno. Deficit, spread, Pil in calo, minaccia di infrazione europea: gli allarmi suonano all'impazzata. E allora, Matteo Salvini sembra deciso a prendere in mano la situazione: "Non c'è tempo da perdere - dice -, la Lega vuole anticipare la manovra economica all'estate". Così annuncia di voler convocare un incontro con le parti sociali: "Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale, con altri rappresentanti del lavoro, del commercio, dell'impresa e dell'agricoltura per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica". Un invito rivolto anche al capo della Cgil, Maurizio Landini, che oggi dal corteo sindacale per il Sud a Reggio Calabria, ha tuonato: "Un paese come il nostro non lo cambi perché arrivano i fenomeni di turno, che pensano di essere Goldrake o Superman" e ha bocciato flat tax e l'autonomia differenziata delle Regioni del Nord, che penalizza il Mezzogiorno. Salvini non ci sta: "Manderò a Landini, che evidentemente non la conosce una copia della proposta sull'autonomia che finalmente porterà merito e responsabilità anche ai politici del Sud" e aggiunge: "Sono sicuro che in un anno questo governo abbia fatto di più per lavoratori e precari rispetto ai governi di sinistra. Con la flat tax per famiglie, lavoratori e imprese faremo ancora di più". Arriva poi la staffilata all'Europa: "All'Unione gli italiani stanno regalando decine di miliardi e sangue da anni, adesso basta". Un Salvini, insomma, che si conferma super attivo e che sembra spiazzare l'alleato 5 Stelle, Luigi Di Maio. A Terni in una delle assemblee organizzate dopo il disastro europee, il sito Fanpage ha captato alcuni scambi di battute tra il capo politico grillino e i militanti: "In campagna elettorale molti di voi mi dicevano: ma com’è che Salvini sta in ogni comune e tu non ci sei mai? Poi abbiamo scoperto che usava gli aerei di Stato...". Per Di Maio: "Questa roba qua non può essere il nostro modello di riferimento. Se qualcuno pensa che noi dobbiamo cominciare a fare i voti con quella roba là, noi abbiamo ucciso il MoVimento". Un colpo al "cerchio" Salvini, ma anche uno alla "botte", Alessandro Di Battista, il grande rivale interno che nel suo libro appena dato alle stampe aveva parlato dei suoi colleghi di partito al governo come di "burocrati dentro ai ministeri". Di Maio non la manda a dire: "Mi sono incazzato in questi giorni quando ho sentito questa frase", così come non è stato apprezzato il riferimento di Dibba alla durata della legislatura, quando aveva proposto di derogare al limite dei due mandati per i parlamentari in caso di voto anticipato a settembre: "Non sto pensando al fatto che si vada a votare tra quindici giorni - ha replicato piccato il vicepremier pentastellato - sto lavorando a un governo che duri altri quattro anni".

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