Acque sempre agitate attorno al rientro in Italia di Silvia Romano, la giovane volontaria rapita e trattenuta per 18 mesi da al Shabaab. Dichiarazioni, attacchi, inchieste giudiziarie, caccia forsennata al retroscena si intrecciano in un viluppo inestricabile e sono culminati negli insulti lanciati nell’aula di Montecitorio dal leghista, Alessandro Pagano, che ha bollato Silvia come “neo-terrorista”. Particolarmente caldo il fronte dell’eventuale riscatto pagato per la liberazione agli islamisti somali. Qualora il pagamento fosse stato effettuato, per l’Alto Rappresentante Ue per gli Affari Esteri, Josep Borrell, “è un problema”, anche perché un portavoce del gruppo terrorista in una intervista a Repubblica aveva detto chiaro e tondo che una parte di soldi sarebbero serviti per comprare armi.

Non risulta Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, tuttavia nega: “A me non risultano riscatti – ha precisato intervenendo su Rete4 -, altrimenti dovrei dirlo” e poi si è chiesto: “Perché la parola di un terrorista intervistato vale più di quella dello Stato italiano?”. Di Maio ha poi affrontato la questione dell’enorme pressione sulla ragazza: “Aspettiamo che ritrovi una sua serenità. Invece, si sono scatenate una serie di minacce che rischiano di farle avere una scorta in Italia, dopo che l’abbiamo liberata da una cellula terroristica. Non sappiamo cosa c’era dietro il suo sorriso quando è scesa dall’aereo”. Cautele e dubbi che non sono neppure passati per l’anticamera del cervello del ‘lumbard’ siculo Pagano che, dopo le parole di fuoco pronunciate dal suo scranno, ha rincarato la dose via Facebook: “Silvia Romano non si è convertita all’Islam moderato, ma all’Islam radicale e terrorista di shabaab” e a sostegno ha cita il suo capo Salvini: “Nessuno spazio, nessuna tolleranza, nessuna pubblicità o sostegno” all'”Islam fanatico, integralista, violento, assassino. Mai più cedimenti ai terroristi, mai più riscatti, mai più silenzi”.

Parole violente Netto il richiamo del presidente della Camera, Roberto Fico: “Le parole d’odio rivolte a Silvia Romano nell’aula della Camera – ha scritto in un tweet – sono violente e inaccettabili. Montecitorio è il luogo del dibattito e del confronto, anche acceso, non la sede per formulare insulti a una giovane che viene da diciotto mesi di inferno”.
(foto da profilo Twitter L. Di Maio)