L’agricoltura reagisce al Coronavirus e aumenta l’export verso i paesi extra-Ue

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(foto Elsemargriet da Pixabay)

L’agricoltura e il food cercano di ripartire dopo la difficile fase 1 della crisi Coronavirus. Un’analisi dell’ufficio studi di Confagricoltura fa emergere una situazione legata al lockdown particolarmente difficile per quel che riguarda le forniture ai settori ristorazione e alberghiero, ma anche dati significativamente positivi per le esportazioni italiane di prodotti agricoli e alimentari verso i paesi extra-Ue, nel periodo gennaio-aprile 2020. Dal confronto dei valori delle esportazioni dei primi quattro mesi del 2019 e del 2020 – sulla base dei dati dell’Agenzia delle Dogane – emerge un andamento di crescita (+3,7%).

Svizzera Guardando alle diverse categorie di prodotti, gli incrementi più rilevanti riguardano gli ortaggi (+30%) e le carni (+25%); sono vicini al +15% i prodotti da forno, frutta e ortaggi trasformati, salumi; bene anche olio d’oliva (+11%) e riso (+10%). Segnano invece sensibili flessioni: fiori e piante (-25%), paste alimentari (-14%), frutta (-9%), carni conservate (-8%).  Nel 2019 il valore delle esportazioni italiane dei settori agricolo e dell’industria alimentare è stato complessivamente di 44,6 miliardi di euro, di cui 6,8 miliardi di euro per i prodotti agricoli (15%) e 37,8 miliardi di euro per i prodotti dell’industria alimentare (85%). Il paese extra-Ue principale acquirente dei prodotti agricoli italiani è la Svizzera (326 milioni, pari al 23,1% del totale), seguita a notevole distanza da Emirati Arabi Uniti (104, 7,3%) e Stati Uniti (101, 7,2%).

Wine Festival Per quanto riguarda i prodotti dell’industria alimentare, primo acquirente sono gli Stati Uniti (4,55 miliardi pari al 30,6% del totale); seguono il Giappone (1,85, 12,4%) e la Svizzera (1,26, 8,5%). Dati che lasciano ben sperare e che si collegano all’annuncio della conferma dell’appuntamento del Merano Wine Festival dal 6 al 10 novembre, un appuntamento che ‘riapre’ l’Italia dei vini; e a quello del Consorzio degli alpeggi di Asiago, che ripartono per l’estate e puntano a superare i momenti più difficili della pandemia.

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