Israele sventa cyber-attacco iraniano al sistema idrico

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(foto di Joseph Fulgham da Pixabay)

Israele ha respinto un attacco informatico al suo sistema di approvvigionamento idrico, destinato a provocare gravi conseguenze per la popolazione civile. Dietro alla pesante cyber-interferenza verificatasi il 24 aprile scorso, ci sarebbe l’Iran. Da Gerusalemme è venuta un’immediata risposta il 9 maggio, con il blocco delle attività a Shahid Rajaee, il più recente dei due terminal portuali della città di Bandar Abbas, principale snodo marittimo nel sud dell’Iran sullo strategico stretto di Hormuz. Gli hacker hanno cercato di colpire due sistemi di distribuzione della rete idrica in aree rurali israeliane, puntando a modificare i dati dei computer che regolano il flusso dell’acqua, il trattamento e la disinfezione con il cloro.

‘Cattivi’ Il capo dell’Israel Cyber ​​Directorate, nel corso di una videoconferenza su CyberechLive Asia, ha parlato di un tentativo “sincronizzato e organizzato”, fornendo conferma ufficiale alle voci circolate nelle scorse settimane: “Se i ‘cattivi’ fossero riusciti nella loro trama – ha detto Unna, che non ha mai fatto riferimento a Teheran -, ora ci troveremmo ad affrontare, nel mezzo della crisi Coronavirus, una seria mancanza di acqua e danni molto gravi per la popolazione”. La Direzione informatica israeliana ha intercettato e respinto l’attacco in tempo reale: “Penso che ricorderemo questo mese di maggio 2020 – ha scandito Unna – come un punto di svolta nella storia della moderna guerra informatica. Siamo solo agli inizi di un terribile cyber-rischio”.

Uranio La storia della guerra informatica tra Israele e Iran è lunga, iniziative si sono avute da parte di entrambi i contendenti, con interventi anche da parte Usa, come nel tentativo mai ufficialmente confermato di danneggiare i computer degli impianti iraniani di arricchimento dell’uranio. Secondo l’ex capo dell’intelligence militare israeliana, Amos Yadlin, la risposta di Gerusalemme è stata “un chiaro messaggio: non toccate i sistemi idrici ed elettrici civili, perché voi siete più vulnerabili di noi”.

Satellite Secondo il Washington Post il blocco del sistema informatico di Shahid Rajeeha determinato un maxi ingorgo nelle acque del porto e sulle strade che conducono ai moli. Immagini satellitari hanno mostrato, ancora tre giorni dopo l’incursione informatica, code di chilometri sulle strade e dozzine di navi container in attesa a largo.

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