America in rivolta contro il razzismo, coprifuoco a Washington

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Una banconota forse falsa da 20 dollari, la mano pesante di alcuni poliziotti bianchi, la terribile morte a Minneapolis di un afroamericano, George Floyd e l’America è in fiamme. Coprifuoco a Washington e in quaranta altre città. Il presidente Trump lancia accuse contro l’estrema sinistra, ma alla radice c’è il razzismo sistemico e sistematico mai eradicato dalla società americana. L'”I have a dream” di Martin Luther King resta un sogno incompiuto. Da sei giorni gli Stati Uniti sono attraversati da proteste e disordini. Nelle ultime ore le forze antisommossa si sono scontrate con i manifestanti a New York, Chicago, Filadelfia e Los Angeles, sparando gas lacrimogeni e proiettili urticanti per disperdere la folla.

Bunker Vetture della polizia sono state date alle fiamme e negozi saccheggiati in diverse città. Mobilitati più di 5 mila uomini della Guardia Nazionale – la forza militare dei riservisti – a partire dal distretto della capitale Washington, dove a più riprese i dimostranti si sono radunati vicino alla Casa Bianca. Venerdì sera per motivi di sicurezza, il presidente, Donald Trump, è stato condotto per breve tempo dal Servizio Segreto – l’agenzia federale cui è affidata la protezione dei presidenti – in un bunker sotterraneo. Le strade d’America solo pochi giorni fa ancora deserte per il Coronavirus, si sono riempite di gente, come dopo l’assassinio del reverendo King nel 1968.

I can’t breathe Il drammatico fermo e la morte di George Floyd hanno riacceso la rabbia per le uccisioni di afroamericani da parte della polizia e riportato in primo piano l’indignazione per la segregazione razziale e le disuguaglianze socio-economiche. Secondo l’agenzia di stampa AP sono oltre 4 mila le persone arrestate nel corso delle proteste, per la gran parte pacifiche come a Denver in Colorado dove in migliaia si sono stesi a terra faccia in giù e hanno ritmato: “I can’t breathe” (“Non riesco a respirare”), le parole di Floyd mentre un agente lo bloccava con il ginocchio sul collo.

Antifa Trump appare in difficoltà, tra tweet poco azzeccati e richiami all’ordine, nel suo tentativo di spegnere le fiamme in un paese già in tensione per la devastazione sanitaria, economica e sociale del Covid-19: quasi un milione e 800 mila contagi e poco meno di 105 mila morti, tragico record mondiale. A soffiare sul fuoco ci sarebbero anche azioni violente di gruppi suprematisti bianchi, ma al momento Trump ha messo all’indice la rete militante di estrema sinistra Antifa, definendola “organizzazione terroristica”.

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