Hong Kong, ma non solo. I diritti civili sono messi a dura prova un po’ ovunque nel mondo, a partire dagli Stati Uniti, dove la morte di George Floyd e quella appena rivelata di Manuel Ellis, afroamericano, 33 anni, fermato e ucciso a Tacoma nello Stato di Washington, riaprono la questione della mano pesante nell’ordine pubblico e nella gestione delle manifestazioni di protesta. Nei dieci giorni di proteste, prevalentemente pacifiche, in tutti gli Stati Uniti, un bilancio dell’agenzia Associated Press segnala oltre 10mila fermi e almeno una dozzina di vittime, anche se in alcuni casi non è chiaro se le morti siano ricollegabili direttamente alle manifestazioni.

Coprifuoco Grande scalpore hanno fatto le immagini dell’anziano spintonato con violenza dagli agenti antisommossa a Buffalo e lasciato a terra in una pozza di sangue. La pesante repressione e il coprifuoco decretato in tante città, a partire da New York e Washington, contro le migliaia di manifestanti che intendono dire no al razzismo e porre un alt alla brutalità della polizia, segnalano il doppio standard con cui viene valutato il rispetto dei diritti umani a seconda del regime politico. L’uso eccessivo della forza e la limitazione della libertà di manifestazione devono essere valutate e giudicate con lo stesso metro di giudizio ovunque, senza eccezioni. Le accuse lanciate in modo unilaterale fanno perdere credibilità all’indignazione e alla condanna.

Giornalisti Nel mirino degli agenti violenti anche chi ha cercato di documentare le manifestazioni. Giornalisti, operatori e fotografi statunitensi e stranieri sono stati picchiati, investiti da spray urticante, fermati mentre svolgevano il loro lavoro di reportage. Linda Tirado, fotogiornalista freelance, è stata colpita a un occhio da un proiettile di gomma il 29 maggio mentre documentava le proteste a Minneapolis e ha riportato gravi danni alla vista.

Esame di coscienza I nostri diplomatici, ha commentato Molly Montgomery, ex funzionaria del Dipartimento di Stato Usa e oggi vicepresidente della società di consulenza Albright Stonebridge Group, “sono abituati a esprimere preoccupazione per le violazioni dei diritti umani in altri paesi e a promuovere valori come la democrazia e lo stato di diritto”, oggi tocca a noi dare spiegazioni “è un momento di grande tristezza e di un profondo esame di coscienza”.

(foto Elvert Barnes su flickr.com)