Circa 30 mila dollari di reddito pro capite contro appena 630 e il 60% della popolazione senza elettricità e il 40% privo di acqua potabile. La Nuova Zelanda, ricco Stato insulare nel Pacifico sud-orientale, e la Tanzania, il paese dell’Africa orientale su cui svetta la cima imbiancata del Kilimangiaro, sono agli antipodi per mille aspetti, ma da oggi entrambi ufficialmente “Coronavirus-free”. A Wellington la giovanissima e sempre sorridente premier laburista, Jacinda Ardern, ha revocato tutte le restrizioni, dopo l’annuncio di zero casi di Covid-19 da più di due settimane.

No distanziamento Il distanziamento sociale non è più richiesto seppure incoraggiato e non ci sono limiti per le attività pubbliche, ma i confini rimangono chiusi agli stranieri. “Il percorso per tornare alla vita pre-Covid non è facile – ha detto Ardern -, ma la determinazione con cui ci siamo battuti per la salute, sarà ora indirizzata alla nostra ricostruzione economica. Non si può negare che questa sia una pietra miliare” e, quindi, “Grazie, Nuova Zelanda”. Dopo circa cinque settimane di lockdown dal 25 marzo, alla fine di aprile erano cominciate le riaperture e adesso tornano normali le attività lavorative, i trasporti e la scuola e i tifosi saranno nuovamente ammessi negli stadi del rugby, lo sport nazionale. La Nuova Zelanda ha registrato 1.154 casi confermati e 22 morti per Covid-19.

Preghiere e digiuno Più spirituale l’approccio del 60enne presidente della Tanzania, John Magufuli, che ha dichiarato il paese “libero dal Coronavirus” grazie alle preghiere nelle chiese e nelle moschee. “La malattia è stata eliminata grazie a Dio”, ha detto ai fedeli riunti nella chiesa dedicata a Maria Immacolata nella capitale, Dodoma. E ha aggiunto: “Abbiamo pregato e digiunato, affinché Dio ci salvasse e Dio ci ha risposto”. Gli ultimi dati ufficiali sul contagio in Tanzania sono del 29 aprile scorso, quando complessivamente si segnalavano 509 casi e 21 morti. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha espresso preoccupazione, ma Magufuli si è complimentato con sacerdoti e fedeli, che non indossavano né mascherine né guanti, e ha ricordato: “Non accettate donazioni di mascherine dall’estero, questi aiuti potrebbero trasmettere il virus. A donatori dovete dire: tenetevi le mascherine e usatele con le vostre mogli e i vostri figli”.