Le carte del golpe contro Berlusconi. Democrazia violata e non e’ la prima volta

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Berlusconi
(foto 3.0 Brazil | Wikimedia Commons)

Non è la prima volta e non sono necessarie Commissioni d’inchiesta (basti pensare alla Commissione Moro, dove nonostante tanti elementi da approfondire e’ precipitata nel buio assoluto), per fare emergere la verità e come l’audio choc del giudice, Amedeo Franco, abbia dimostrato come la sentenza che nel 2013, costo’ l’unica condanna definitiva a Silvio Berlusconi fu costruita a tavolino da una manovra a tenaglia tra politica e magistratura ed eseguita da un “plotone d’esecuzione”, arruolato abilmente per l’occorrenza, come ha definito quella stessa corte il giudice “pentito”, che fu componente del collegio giudicante. Tutto questo ha provocato sofferenze, con tanto di ovvia depressione, al “fucilato” Silvio Berlusconi, che per quella condanna fu cacciato dal Senato e perse anche il titolo di Cavaliere.

Ma come al solito il danno più grave fu inflitto alla nostra Democrazia, violata ed anche profanata. Ora che Berlusconi abbia altre colpe come quello dei festini, che giudicabili o meno a livello penale, ne intaccano quello figura di statista, che si stava guadagnando nella guida del paese, il vulnus rest grave e forse costruito anche con l’aiuto di altri paesi, cosiddetti amici. L’Italia deve rimanere una italietta, sotto il controllo di altri. Alla vicenda Berlusconi bisogna poi aggiungere la vicenda Fini, che lo tradì sul più bello e subito dopo lo abbandono’ anche Alfano. Ambedue con conseguenze politiche disastrose. Fini sbaglio’ o meglio prese un abbaglio per la nuova moglie, che lo porto’ sulla cattiva strada con amicizie pericolose. Si aggiunse che la sinistra all’epoca lo ammaglio’ con promesse tipo la presidenza del Consiglio o addirittura della Repubblica, senza che a lui venisse nemmeno il sospetto, che a quello che veniva considerato un ex fascista, nulla sarebbe mai stato dato se non una momentanea protezione per i suoi guai con la casa di Montecarlo. Così distrusse un partito del 15%, destinato a crescere perdendo il consenso dei moderati, mentre il nucleo duro lo accusava di tradimento, non di Berlusconi ma dei valori della destra. Già in gioventù si prese un pugno in faccia per avere soffiato la moglie ad un amico, che poi era un tipografo del Secolo, che tento’ anche il suicidio, Daniela (che si e’ sempre comporta con grande stile anche dopo l’abbandono) per poi mollarla. Antica regola della destra e’ che la donna di un amico e’ sacra, come una sorella. Poi per la nuova compagna arrivò a quel pasticcio di vendere la casa di Montecarlo, lasciata al partito da un fedelissima Contessa, a prezzi stracciati al cognato. Bisogna ricordare che l’Italia nasce nel dopo guerra come “Repubblica protetta”. Vista la sua importanza strategica dagli Stati Uniti. Da allora sono successe tante cose e non tutte belle, ovviamente non solo per gli americani, ma per tutti quelli che si sono sentiti in diritto di intervenire. Le stragi, all’allucinante tentato golpe di quello squilibrato comandante dei Carabinieri De Lorenzo ( il rumor si sciabole denunciato dall’Espresso), le Br, il terrorismo, conclusosi di fatto con il rapimento e l’uccisione di Moro non sono fatti ascrivibili solo a movimenti interni di destra e di sinistra, quasi sempre manipolati da regie esterne, pur sempre con complicità interne anche ad alti livelli. Nella storia più recente c’è la ancora non chiarita del tutto vicenda di Tangentopoli, che ha distrutto tutti i partiti ad eccezione del PCI, che ha però dovuto reinventarsi socialista per esigenze. Il comunismo era sparito, e quando era sparito e i socialisti con Craxi erano ancora ben vivi e presenti, almeno fino la cancellazione giudiziaria. Ora i conti sono con l’Europa con la Germania, che come sempre vuole fare la padrona (dopo i tank ci sono le regole per potere rimanere economicamente a capo dell’Europa) con una Parigi che si illude di poterne essere una partner decisiva. La linea Maginot non esiste più da allora…

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