Iran nucleare BBC

Il nucleare iraniano ancora al centro delle cronache. Un grave incendio si è verificato nell’impianto nucleare di Natanz, poco distante da Teheran. Secondo il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran (AEOI) il sito avrebbe riportato “danni significativi”. Le cause dell’incidente sono in corso di valutazione. Secondo la BBC alcuni funzionari iraniani hanno denunciato un possibile atto di cyber-sabotaggio. Le fiamme hanno colpito un’officina di assemblaggio delle centrifughe utilizzare per l’arricchimento dell’uranio.

Arricchito

Il materiale arricchito può essere utilizzato per produrre combustibile per reattori nucleari a uso pacifico, ma anche armi nucleari. L’incendio non avrebbe causato vittime. Il portavoce iraniano, Behrouz Kamalvandi, ha precisato: “L’incidente potrebbe rallentare lo sviluppo e la produzione di centrifughe avanzate a medio termine”. Ma “sostituiremo l’edificio danneggiato con uno più grande e dotato di attrezzature più avanzate”. Nei giorni precedenti altri incendi ed esplosioni si erano avuti nel complesso militare di Parchin, sempre nelle vicinanze della capitale, dove si assemblano missili e nella centrale elettrica della città sud-occidentale di Ahvaz. Con l’accordo nucleare del 2015, decisamente sostenuto dall’Ue, l’Iran ha accettato di produrre per 15 anni soltanto uranio a basso arricchimento per usi civili.

Ritorsione

L’intesa è monitorata dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA). Nel 2019 Teheran ha deciso di violare gli impegni, come ritorsione per la decisione del presidente americano, Donald Trump, di abbandonare l’accordo nucleare e di ripristinare le sanzioni economiche. A novembre scorso, l’Iran ha dichiarato di aver raddoppiato il numero di centrifughe avanzate in funzione a Natanz e di aver iniziato a iniettare gas esafluoridico di uranio nelle centrifughe a Fordo, poco distante dalla città santa di Qom. A più riprese si è parlato di una cyber-guerra segreta tra Iran e Israele, il paese più direttamente minacciato da un eventuale riarmo nucleare di Teheran.