“C’è il vaccino” annuncia la Pfizer. E le borse schizzano al rialzo

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Vaccino Pfizer
(foto di Bicanski da Pixnio)

“C’è il vaccino”. La buona notizia, l’attesa novella, è arrivata dalla Pfizer e le Borse hanno subito innestato il turbo (Milano +5%, come tutte le europee e anche Wall Street ha messo le ali aprendo a +5%). L’euforia è grande ed ha pervaso tutto il mondo colpito dalla pandemia da Covid-19 ma serve prudenza perchè la sperimentazione richiede ancora tempo e, ammesso che si concluda positivamente, prima che il vaccino arrivi nelle nostre farmacie ci vorranno mesi. L’annuncio è arrivato intorno alle 13: il vaccino anti-Covid sviluppato congiuntamente dalla americana Pfizer con la tedesca BioNTech “è risultato efficace nel prevenire il 90 per cento delle infezioni durante la fase 3 della sperimentazione” ha detto il presidente della Pfizer Albert Bourla che si è detto convinto che entro la terza settimana di novembre il vaccino avrà le carte in regola oltre che per l’efficacia anche per la sicurezza.

La Biontech tedesca per parte sua conferma l’annuncio della Pfizer e dà notizia di voler chiedere l’autorizzazione per la produzione, insieme alla stessa Pfizer, la settimana prossima all’ente FDA (Food and Drug Administration) americano. Guardando ai prossimi passi la Pfizer si è detta in grado di produrre 15 milioni di dosi entro la fine dell’anno e 1,3 miliardi dosi entro la fine del 2021. Ma sui tempi di questo che, secondo il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, potrebbe rivelarsi come “il vaccino più veloce della storia dell’umanità” bisogna usare molta prudenza.

Anche il neo-presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha gioito per l’annuncio ma allo stesso tempo ha invitato gli americani a moderare l’entusiasmo. “Grande notizia” ha twittato invece Donald Trump. Un invito alla prudenza anche in Italia, diffuso con un post su Fb dal ministro della Salute Roberto Speranza, preoccupato per il presente e cioè per la situazione attuale della pandemia: “Le notizie di oggi sul vaccino anticovid sono incoraggianti. Ma – scrive – serve ancora tanta prudenza. La ricerca scientifica è la vera chiave per superare l’emergenza. Nel frattempo non dobbiamo mai dimenticare che i comportamenti di ciascuno di noi sono indispensabili per piegare la curva”.

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